taarabt milan - Anche il marocchino si è appannato

Sono bastati 120 minuti: possibile che Taarabt sia già da rottamare?

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I rossoneri affondano anche in campionato e quella che era sembrata una lenta ripresa della squadra di Seedorf si è rivelato un semplice e triste miraggio. La gara di andata con l’Atletico Madrid e il primo tempo contro la Juventus, oltre alla vittoria importante sul campo della Sampdoria, avevano infatti creato l’illusione che qualcosa stesse cambiando in meglio. L’arrivo di Taarabt, soprattutto, aveva dato quella spinta in più e quella grinta che servivano al Milan.

Gli ultimi risultati tuttavia hanno dovuto far ricredere anche i più ottimisti. Risultati che vedono molti colpevoli e colpe e il giocatore francese, naturalizzato marocchino, sempre meno incisivo. Dopo i match con Napoli, Bologna e Sampdoria, dove Adel si era reso protagonista andando a segno due volte e mostrando quel carattere che alcuni suoi compagni sembravano aver perso, anche lui piano piano si è spento. Prima ad Udine e poi in Champions con l’Atletico, Taarabt ha provato come sempre a dare il massimo, ma ci sono state molte disattenzioni, troppi errori gratuiti e il giocatore che era arrivato con tanta voglia di mettersi in mostra, ha dato l’impressione di aver perso un po’ della sicurezza in sè stesso. Ieri, quasi a conferma dei sospetti, Seedorf lo ha lasciato in panchina. Forse il giocatore aveva solo bisogno di riposo dopo essere arrivato a gennaio ed essere stato subito impiegato in quasi tutte le gare, ma è probabile anche che un po’ dell’aria di crisi rossonera abbia colpito pure lui.

Quando si gioca in una squadra l’umore del gruppo si riflette in generale su ognuno e per quanto si possano impegnare i singoli, che nel Milan sono sempre i soliti e sempre pochi, è difficile pensare di poter uscire dai momenti di difficoltà se non col lavoro di tutti. Mancano 11 partite alla fine della stagione, si spera che un cambiamento avvenga e che Taarabt torni a convincere e lottare in campo. Le doti le ha, che il Milan sappia sfruttarle e sappia riconoscerne il valore anche quando ci sarà la possibilità di riscattare il giocatore. A meno che l’averlo messo fuori dopo due gare negative sia una strategia per giustificare un eventuale ritorno in Inghilterra.

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