El Shaarawy, serve davvero rientrare ora?

el shaarawy panchina milan-cagliari (spaziomilan)
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Dopo l’operazione al piede del 28 dicembre, El Shaarawy è tornato in campo sabato pomeriggio con la Primavera: 30 minuti e la voglia di riprendersi quello che una stagione sfortunata gli ha tolto. La corsa all’Europa League, ma sotto, sotto anche il sogno del Mondiale. Tanti i pensieri che girano intorno a queste ultime gare di campionato, difficile tenerli a freno o addirittura spegnerli.

Sì, perché a breve Seedorf si troverà davanti ad una scelta difficile: considerare il Faraone recuperato al 100% oppure trattarlo da convalescente? Nel pre Milan-Livorno il tecnico è stato chiaro nel parlare di un programma specifico per far riprendere confidenza all’attaccante. In questi giorni Honda recupererà dal problema alla caviglia, togliere Taarabt sarebbe da folli e quel Kakà che potrebbe lasciare a fine stagione vuole giocarle tutte. Volendo ci sono anche Robinho e Saponara. Che dire poi di Birsa che tra Catania e Livorno ha avuto solo promesse e niente fatti?

Perfetto per il 4-2-3-1, presenza importante davanti e tanto cuore in fase di copertura. Stephan El Shaarawy l’anno scorso è stato questo, oltre ai gol e alla cresta. Lo sarà anche la prossima stagione, da lui il Milan vuole ripartire per provare a tornare grande. Il presente, le ultime 5, restano da gestire chiedendosi se valga davvero la pena forzare o sia meglio aspettare per lasciarsi tutto alle spalle.