Da azzardo a paradosso: Urby e un rinnovo che (forse) non ci sarà

Sono passate poco più di due settimane dal punto più basso della stagione rossonera, rappresentato dalla contestazione dei tifosi e dalla brutta sconfitta casalinga contro il Parma, ma ora quella domenica sembra davvero un incubo ormai lontano. Da lì in poi sono arrivati sette punti in due partite, due vittorie convincenti condite da ottime prestazioni di squadra e sei punti recuperati dal sesto posto, ultimo valevole per l’accesso in Europa League. Nel frattempo alcuni giocatori, tra quelli bersagliati dalle critiche dei tifosi, hanno risposto alla grande sul campo, altri non hanno fatto niente per far cambiare idea ai detrattori.

Il milanista emblema, in negativo, di questa seconda categoria è Urby Emanuelson. L’olandese era uscito tra i fischi altisonanti di tutto San Siro nella sfida contro il Parma e, da lì in poi, non aveva più messo piede in campo. La squalifica di Kevin Constant, che tra Lazio e Fiorentina ha dimostrato (seppur nelle mille difficoltà della sua stagione) di meritarsi maggiormente il posto, ha dato una chance di riscatto al numero 28, possibilità che Ema ha sfruttato malissimo. Contro il Chievo, un’altra prova in colore, l’unico insufficiente in un match convincente e dominato dal Diavolo.

Questa stagione ha confermato un’inconsistenza generale dell’olandese, che non ha mai convinto da quando è al Milan e che, anche da terzino, ha dimostrato di non essere all’altezza. Molti di più i pregi che i difetti di un giocatore che, soprattutto in fase difensiva, ha collezionato figuracce su figuracce. L’anno scorso di questi tempi non c’era, era al Fulham e non ha lasciato il segno nemmeno lì. Un anno dopo rimane un giocatore di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno. Il rinnovo del contratto (in scadenza in estate), che sembrava sicuro nei mesi scorsi vista anche la fiducia che riponeva in lui il suo connazionale Seedorf, quasi sicuramente si trasformerà in un addio che, in pochissimi rimpiangeranno.

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