Muntari out, ma c’è la Polivalenza

Da quando è arrivato sulla panchina rossonera Clarence Seedorf ha da subito affermato che per lui l’aspetto psicologico, il parlare con i giocatori per dare a loro le giuste motivazioni erano due peculiarità fondamentali, più che i diversi tatticismi.

Andrea Poli è uno dei giocatori che più ha giovato del cambio di allenatore. Messo in secondo piano nelle prime uscite, con il passare del tempo Seedorf ha capito che la squadra non poteva reggere i tre trequarti usti puri e così nella gara di andata con l’Atletico Madrid ha inserito proprio l’ex Sampdoria dietro la punta. Il risultato è stato eccellente con Poli che ha subito interpretato benissimo il ruolo e si è ripetuto alla grande anche contro la Juventus. Dopo qualche acciacco  nelle ultime gare il Milan è tornato con i tre ‘tenori’ pesanti e per Poli sembrava tornato il momento della panchina. Contro il Chievo però è entrato al posto di De Jong e nella prossima sfida contro il Genoa il tecnico olandese sembra intenzionato a schierarlo insieme a De Jong nei due davanti alla difesa. Senza il rientrante Montolivo e l’infortunato Muntari (che ha accusato una distrazione montendinea al polpaccio destro ) è Poli l’alternativa più valida come regista basso. A dimostrazione che Seedorf si fida moltissimo di lui, lo schiera senza problemi in diversi ruoli e Andrea fino a questo momento sta ripagando la fiducia sfruttando la sua enorme duttilità.

Centrocampo a due, a tre o finto trequartista: in rosa solo lui può ricoprire questi tre ruoli senza Grandi differenze, ecco perché un altro tassello del nuovo Milan 2014-2015 deve essere assolutamente Andrea Poli.

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