Stavolta non è un “arrivederci”: le cifre di un addio costosissimo

Aveva salutato nell’estate del 2012 con un “arrivederci” senza partecipare al congedo collettivo dei “Senatori” nella gara interna contro il Novara. Ora saluta tra tanta freddezza che pian piano ha letteralmente gelato i rapporti con la squadra e, soprattutto, con la dirigenza. Clarence Seedorf si accinge a lasciare la panchina del Milan dopo appena 22 gare ufficiali.

Il bilancio, tuttavia, resta positivo: 11 successi tra cui quello nel Derby con 35 punti raccolti, ad un passo dall’Europa League. Tutto era iniziato nella notte di Sassuolo-Milan, quella dell’esonero di Massimiliano Allegri. Fu in quell’occasione che Silvio Berlusconi riuscì a piazzare l’iniziativa che avrebbe voluto prendere già un anno fa se Adriano Galliani non l’avesse convinto a tenersi il tecnico toscano. L’uomo di Arcore voleva Seedorf e, appena ha potuto, l’ha fatto. Subito è arrivata l’eliminazione dalla Coppa Italia (non secondaria per la stagione rossonera), ma l’olandese era arrivato da pochi giorni e gli alibi erano tanti. Poi alcune iniziative che non sono piaciute, vedi la gara di Napoli. Quindi la Champions League contro l’Atletico Madrid, in cui ben pochi speravano. Da lì una serie di incomprensioni e malumori che hanno convinto Berlusconi a virare e cambiare la rotta.

D’altronde Berlusconi è un decisionista. Come ha voluto Seedorf, ora se ne disfa senza troppi complimenti. E’ il turno di Filippo Inzaghi, mentre per l’olandese si spera in una nuova destinazione, quella che permetterebbe alle casse del Milan di alleggerirsi di 10 milioni di euro da qui ai prossimi due anni.

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