Ieri sacrificabile, oggi incedibile: paradosso El Shaarawy

Ieri sacrificabile, oggi l’unico incedibile: sei più forte ElShaa!


Arianna Sironi è nello staff di SpazioMilan.it dalla sua nascita, l’8 marzo 2011, ed è una delle prime firme del sito. Conduce con il vicedirettore Daniele Mariani “Milan Time”, un’ora di notizie rossonere nel palinsesto pomeridiano di Radio Milan Inter (96.1 FM e canale 288 del DTT).

Da cedibile a incedibile in 12 mesi, senza nemmeno più il bisogno di dirlo in maniera così forte. Fortuna e sfortuna che si mischiano, se il Milan nel luglio scorso avesse accettato i 30 milioni di euro dell’Anzhi, ora avrebbe le casse più piene e forse, dopo le lacrime amare dei tifosi, qualcuno avrebbe anche fatto i complimenti per la scelta visto che, tra Russia e Italia poco cambia, El Shaarawy non ha praticamente mai giocato in rossonero, tanto meno lo avrebbe fatto altrove.

Eppure, anche in una stagione nella quale si possono contare le presenze sulle dita delle mani, il Faraone resta importante. Anzi vitale, ovviamente incedibile. Per assurdo l’unico nel reparto ad avere questo status. Balotelli, nonostante i proclama di Raiola, per Berlusconi non è il punto fermo e addirittura TuttoSport ieri parlava di un ordine tassativo: la cessione al miglior offerente. Di addio si parla anche con Giampaolo Pazzini, messo troppo (e colpevolmente) in disparte da Seedorf sogna di trovare più spazio altrove. Il Napoli è un’ipotesi, forse senza maglia da titolare ma con tante ambizioni di squadra. Anche Petagna a 19 anni vuole giocare, in Serie A in B, comunque giocare e di certo il Milan non può garantire nulla in questo senso. Che dire poi di Matri e Niang, di ritorno dai rispettivi prestiti, ma di cui nessuno si fida. Fin ora quindi tutti scaricabili, tranne uno.

Allarghiamo il discorso a trequartisti e attaccanti esterni. Kakà è l’incognita numero uno: dice di voler restare, ma la paura che quei “dettagli da sistemare” si trasformino in montagne insormontabili e lì, ad un passo. Mettiamo la testa su Taarabt e, come direbbe Galliani, diventiamo matti. Assurdo non lo si faccia giocare, come assurdo sarebbe non riscattarlo dal QPR per “appena” 7 milioni. Eppure anche qui, situazione complicata che si gioca sul filo del rasoio. Poi ci sono Honda, Robinho, Saponara e Birsa: tutti e 4 insieme, perché tutti con motivi e “giustificazioni” diverse hanno deluso. Di certo il progetto non può ripartire da loro.

Ed ecco che non resta che lui, per la speranza e il futuro assicurato. Giochi bene, segni a raffica e sei sacrificabile, non giochi e diventi fondamentale. Vedi El, si può uscire forti e vincitori anche dopo una stagione che si chiuderà senza Mondiali. Meno male che l’Anzhi, oggi, resta un ricordo sbiadito e (speriamo ancora per molto) lontano.

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