Primi sintomi di mercato, ma senza un ds come si fa a pianificare?

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Siamo alla stretta finale. La stagione 2013/2014 sta per terminare e dirà se il Milan inizierà la prossima a cercare un posto nell’Europa dei poveri. Ma, soprattutto, chiarirà cose molto più importanti, come chi sarà la guida tecnica e chi si occuperà del mercato estivo, per cercare di rendere la rosa quanto più competitiva possibile. Un compito arduo visto le premesse che parlano di trattative low cost, cessioni illustri e tentativi di riscatti che rasentano l’elemosina. In questa fase, però, iniziano ad irrompere prepotenti le prime voci di mercato.

Una pianificazione minima, in effetti, bisogna farla. La speranza di riuscire a trattenere e riscattare a prezzi di saldo Taarabt, le voci su Insigne, quelle che vogliono il brasiliano Alex ad un passo dal vestire il rossonero e Rami sempre più lontano, la necessità di una cessione illustre, pesante e dolorosa (Balotelli o De Sciglio?): sono i primi sintomi di qualcosa che inizia a muoversi. Peccato, però, che non siano e non possono essere il frutto di una pianificazione tecnica e societaria, visto che ancora si copre di un alone misterioso il futuro della guida tecnica e di un d.s. di cui si è alla ricerca. Giovanni Galli rimane l’unico vero candidato, ma non convince. E da tempo non si registra nessun movimento in merito.

Anche perché sembra logico che Seedorf avrebbe delle priorità diverse rispetto a quelle che potrebbe avere Inzaghi o Roberto Donadoni. E, poi, chi sarà a guidare le scelte su come cercare di rinforzare la rosa rossonera?  Il Milan gioca d’anticipo e cerca di risolvere alcune questioni spinose, ma com’è possibile farlo quando ancora manca un ds, una persona di riferimento, a cui delegare compiti e direttive, in grado di avallare scelte ed opinioni? Ora, la realtà sembra suggerire che non è possibile pianificare il mercato senza un ds (e tra l’altro senza un allenatore).