SM ESCLUSIVO/ Nereo Bonato (dg Sassuolo): “A gennaio pensammo ad Inzaghi, oggi logiche diverse. Seedorf? Ci dispiacque per Max…”

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Tempo di Sassuolo, che per il Milan vuol dire ricordare il punto più basso della stagione. All’andata il 4-3 subito a Reggio Emilia costò la panchina a Massimiliano Allegri. Ora la squadra del tifoso rossonero Giorgio Squinzi potrebbe rappresentare l’epilogo di Clarence Seedorf. Ma il Sassuolo potrebbe entrare in gioco anche nel futuro di Filippo Inzaghi, anche se in esclusiva a SpazioMilan.it, il dg dei neroverdi, Nereo Bonato, frena: “Era un discorso vivo lo scorso gennaio”.

Direttore, con quale atteggiamento vi presenterete a San Siro?
“Sicuramente aver raggiunto l’obiettivo della salvezza in anticipo ci fa piacere e ci rende sereni al termine di un’annata difficile. E’ ovvio che si vuol venire a Milano a fare una buona prestazione, ben conoscendo i valori in campo e gli obiettivi ancora aperti del Milan”.

Rischiate di giustiziare anche Seedorf…
“All’andata ci dispiacque per Massimiliano Allegri che fu anche nostro allenatore con grandi risultati. Oggi credo che il futuro di Seedorf sia legato ad un discorso più ampio che esula della gara di domenica…”.

Qual è il punto di maggiore orgoglio della vostra annata?
“Aver costruito un capolavoro con una rosa giovane improntata al Made in Italy. Era uno dei parametri del dottor Squinzi. Più di una volta siamo scesi in campo con undici ragazzi italiani e le nostre reti realizzate sono tutte tricolori…”.

Andrete avanti con Di Francesco o tornerete alla carica per Inzaghi?
“Di Francesco è un allenatore che ha vinto con noi la Serie B e anche per lui questa stagione è servita per crescere. Gli va dato merito di esser stato il vero trascinatore dell’ambiente. Siamo convinti di voler parlare per proseguire insieme. L’unico ostacolo potrebbe essere una chiamata importante per lui”.

Quindi niente Inzaghi?
“Credo che si possa andare avanti con Di Francesco…”.

Eppure a gennaio…
“A gennaio c’era la volontà del Milan di non modificare la propria struttura tecnica e, visti i buoni rapporti tra società, non avevamo voluto insistere. Oggi le cose sono cambiate per tutti”.