Alex ai Raggi X, ecco cosa si nasconde dietro ad un grande campione

Alex Rodrigo Dias da Costa, conosciuto da tutti solo come Alex, è ormai a tutti gli effetti un giocatore del Milan. Il brasiliano classe 1982 ha svolto le consuete visite mediche e ha firmato un contratto biennale che lo legherà al Diavolo fino al 30 giugno del 2016. Il difensore arriverà a parametro zero dal Paris Saint Germain, club nel quale ha militato dall’inizio del 2012. Con la squadra francese ha ottenuto molti successi, confermandosi uno dei centrali più forti del mondo: due volte la Ligue 1, una la Supercoppa di Francia e la Coppa di Lega Francese. Questi sono solo gli ultimi di una lunga serie di successi. Alex ha alzato al cielo la sua prima coppa nel lontano 2002 a soli vent’anni: il difensore ha vinto il Campeonato Brasileiro con la maglia del Santos. Trasferitosi in Olanda nel PSV Eindhoven ha vinto tre volte l’Eredivisie e una Coppa d’Olanda tra il 2004 e il 2007. Nello stesso anno vinse anche una Coppa America con la maglia del Brasile.

Nell’estate del 2007, il passaggio al Chelsea e la consacrazione a livello internazionale. Con i Blues ha vinto due volte la Coppa d’Inghilterra e una la Premier League e la Community Shield. Il brasiliano è abituato a vincere e la speranza è che ottenga le stesse soddisfazioni anche con la maglia del Milan. Ma dietro al campione ci sarebbe tanto altro, spulciando in rete si trovano tante curiosità legate ad Alex. Memorabile fu la sua prestazione nella sfida degli ottavi di finale tra PSV Eindhoven ed Arsenal in Champions League. Degno di nota il titolo del Daily Telegraph dell’8 marzo del 2007: “Arsenal contro Alex“, in quella sfida fu proprio il brasiliano a segnare l’1-1 e a decidere la qualificazione ai quarti di finale. Gli olandesi vennero poi sconfitti dal Liverpool che a loro volta persero in finale proprio contro il Milan grazie ad una doppietta di Filippo Inzaghi. Il nuovo difensore rossonero ha giocato con la maglia degli olandesi contro il club milanista nella semifinale di Champions League dell’edizione 2004-2005: la doppia sfida venne decisa da Ambrosini all’ultimo secondo della gara di ritorno.

L’anno successivo la disputa andò in scena nei gironi, in una nelle due partite giocò anche il futuro allenatore del Milan. Con il passaggio al Chelsea, insieme al capitano John Terry, costituisce una coppia di difesa solida e potente che solo per poco non porta il Chelsea sul tetto d’Europa nel 2009. Gli inglesi vennero fermati in semifinale dal Barcellona con una rete di Iniesta negli ultimi minuti, proprio in quella partita si cela uno degli episodi più belli della carriera di Alex. A un quarto d’ora dallo scadere, il brasiliano venne ammonito per una brutta entrata su Messi; essendo diffidato, il cartellino giallo avrebbe significato l’impossibilità di giocare la finale in caso di qualificazione. Terry andò dall’arbitro per provare a convincerlo di essere lui il vero autore del fallo. Un bel gesto che non convinse il direttore di gara, ma che rinsaldò il già stretto rapporto fra i due che sono tuttora grandi amici.

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