Balo scaricato anche da Prandelli. Ma intanto da Londra Wenger…

Piermaurizio Di Rienzo è giornalista professionista dal 2006 e coordinatore dei contenuti di SpazioMilan.it dal 2012. Dopo quasi un decennio di redazioni (Il Giornale, Leggo, Libero, Radio Lombardia e Sole24Ore), si è occupato per oltre due anni della comunicazione di alcune tra le più importanti manifestazioni fieristiche europee prima di intraprendere l’attuale strada di Food&Beverage Manager a Milano. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” ogni domenica su Radio Reporter.

E’ fallito il mio progetto tecnico, l’ho costruito attorno a Mario Balotelli e ho sbagliato“. “Non si riesce a capire quando è calmo e quando è nervoso“. “Non dà garanzie di equilibrio”. “L’ho tolto nell’intervallo perché temevo di rimanere in dieci“. C’è tanto su cui riflettere intorno alle parole uscite ieri dalla bocca di Cesare Prandelli al termine della drammatica gara persa contro l’Uruguay. Soprattutto perchè da uno come lui proprio non ci si poteva aspettare dichiarazioni così cariche di rassegnazione nei confronto dell’attaccante del Milan.

Si, perchè Prandelli è statp sempre uno strenuo difensore di Balo. Non solo – come ammesso ieri sera – perchè vi aveva costruito intorno la squadra negli ultimi due anni e mezzo. Ma perchè più di Mancini, Allegri e Seedorf sembrava sicuro di aver trovato la chiave per tenere il ragazzo tranquillo e al riparo da “colpi di testa”. Invece accade che Mario dopo l’Inghilterra si perda. Contro Costa Rica ha avuto l’attenuante di essere rimasto troppo solo davanti. Ma con l’Uruguay la prova è stata insufficiente sotto ogni punto di vista. Tanto da beccarsi pure un altro giallo. Con tanto di squalifica se fossimo approdati agli ottavi.

Quindi? Che fare? Il Milan e Inzaghi decideranno sul futuro di SuperMario per il quale le offerte non mancano e non mancheranno. Se davvero l’Arsenal ha un interesse vivo per il giocatore (ieri Wenger era in Brasile per Italia-Uruguay), allora presto la trattativa potrebbe prendere forma. E non sarà un male per nessuno. Nè per lui. Nè per il Milan del futuro. Nè per la Nazionale del dopo-Mondiale.

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