Kakà, il Milan supera il muro brasiliano. Ora tocca a Robinho?

Daniele Mariani è giornalista pubblicista. Nello staff di SpazioMilan.it fin dalla sua nascita, l’8 marzo 2011, e vicedirettore dal 2012. Conduce “Milan Time”, un’ora di notizie rossonere nel palinsesto pomeridiano di Radio Milan Inter (96.1 FM e canale 288 del DTT). E’ opinionista per “Il Campionato dei Campioni” di Odeon TV, dal 2011 collabora con il Giornale di Vimercate.

L’addio di Kakà rappresenta un affare squisito per il Milan, a distanza di cinque anni dal primo divorzio quel sacrificio tremendo oggi significa solo una giusta liberazione. Questa volta i sentimenti non bastano più, obbligatorio dimenticare un ingaggio da 4 milioni di euro netti a stagione, guadagnati per inseguire invano il sogno Mondiale. Kakà è tornato in rossonero per riconquistare la Nazionale brasiliana, punto. E dopo l’insuccesso si è sbrigato a guardarsi attorno, facendo coincidere i suoi interessi: America ed uno stipendio ancora sostanzioso. Ricky, comunque, va ringraziato (anche) per l’anno passato, funzionando da formidabile antidolorifico alle sofferenze di una stagione maledetta: i 100 gol, le 300 presenze, la sua firma sulle pochissime gioie 2013/2014.

Kakà sarà la nuova stella dell’Orlando, passando prima per San Paolo in prestito (sei mesi). Il Milan in questo modo è riuscito a raggiungere finalmente un accordo con il mercato brasiliano, quasi un evento storico. Tutti i dialoghi tramite squadre verdeoro nel recente passato, infatti, non avevano mai prodotto dei fatti, basta prendere il caso di Robinho: cercato da mezza America meridionale (Santos, Botafogo, Flamengo) ma sempre rimasto impiantato in Italia ormai da due anni pieni, a suon di soldi e panchine. E anche per Kakà si è dovuto sudare parecchio per trovare un punto d’incontro. Il Brasile ormai da anni è passato dall’essere territorio di conquista a predatore affamato, affettuoso ma rigido. Trattare con presidenti, dirigenti e loro imprenditori è una battaglia durissima: vogliono comandare loro, alle loro condizioni. E alla fine ottengono spesso il desiderato. Sono furbi, sanno muoversi e farsi rispettare, si tengono lontani dalle rischiose amicizie con i procuratori e conoscono come gestire i soldi (ogni giorno, tra Rio de Janeiro, Brasilia e San Paolo, “nascono” in media 164 nuovi milionari).

Kakà se ne va, speriamo anche Robinho: dalle loro perdite il Milan può benissimo rinforzarsi senza spendere cifre folli. Iturbe diventerebbe più vicino, ma il suo arrivo resta davvero complicato. In ogni caso l’esordio in panchina di Inzaghi segnerà subito la fine della gloriosa dinastia dei milanisti brasiliani, un possibile passo verso il ritorno alla vittoria.

Twitter: @Nene_Mariani

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