Niang, addio Milan. L’agente: “Ho incontrato Galliani, non è nei piani. Può lasciare a titolo definitivo”

Ho incontrato Galliani circa 3 settimane fa. Il Milan, mi è stato detto, ha già molti attaccanti in rosa e non giocando le coppe europee lo spazio sarà ridotto. Per questo ci è stato detto di trovare un’altra squadra, perché a Milano il suo percorso di crescita non potrebbe procedere secondo i piani“. Firmato Stephane Courbis, procuratore di M’Baye Niang, intervistato da Tuttomercatoweb.com.

Dopo il prestito al Montpellier, dunque, l’attaccante francese tornerà in rossonera ma sarà solo una toccata e fuga. Il Milan, di fatto, lo ha già scaricato: “Cessione e titolo definitivo? E’ sicuramente una possibilità – sentenzia Courbis -. Fondamentale sarà la fiducia che verrà riposta nei suoi mezzi: l’importante adesso per lui è giocare con continuità, magari anche in una squadra di livello leggermente inferiore al Milan. Gli serve un coach che creda fortemente in lui e che lo possa seguire sotto ogni punto di vista”.

Ma quale futuro? L’agente risponde: “Vediamo ciò che sarà meglio per lui. Lunedì ho incontrato il West Ham, che era interessato al ragazzo. Ho parlato con Allardyce, ma non ho trovato in lui la volontà di farlo crescere. Gli Hammers vorrebbero prenderlo in prestito, ma non credo che sia la scelta giusta e quindi la escluderei”.

Oscar Damiani in passato aveva definito Niang un giocatore che “non ha grande equilibrio e che deve mettere a posto la testa”, Courbis chiude: “Ho grande rispetto per un grande agente come Oscar Damiani, ma credo sia troppo semplice per lui criticare un ragazzo di soli 20 anni. Io cerco sempre di fare il meglio per i miei assistiti, valutando ogni situazione ed ogni aspetto dell’eventuale nuova squadra, e forse a quell’epoca Milano ed il Milan non erano le scelte giuste per lui. Un agente, secondo il mio modo di vedere, deve essere prima di tutto un educatore, specialmente quando si è davanti a ragazzi così giovani che devono fare scelte importanti. Oscar è un ottimo agente, ma non è giusto criticare così un ragazzo dal grande talento ma che, giusto ricordarlo, ha solo 20 anni”.

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