Ochoa, rivelazione del Mondiale a parametro zero: ma che ci vuole?

Guillermo Ochoa. Un nome che nelle ultime ore sarà stato pronunciato un’infinità di volte non solo in Brasile, ma in tutto il mondo. Incredibile la sua prestazione contro i padroni di casa, capace di difendere la porta del Messico in maniera impeccabile.

Di certo il suo valore non si scopre ora. Portiere da sempre considerato di ottimo livello, gioca fino a 25 anni nella squadra più importante del suo Paese, il Club America. Da tre stagioni gioca in Francia, nel modesto Ajaccio. Strano per un portiere del suo calibro. In realtà, il club della Corsica fu l’unico a dargli fiducia dopo il caso doping che colpì Ochoa e altri 5 compagni della Nazionale, nella Gold Cup del 2011; la Federazione messicana fece cadere ogni accusa, facendo presente che si trattava di contagio (carne avariata). Nessuna squadra di spessore ha creduto in lui, forse proprio per la vicenda doping. Ora si sta prendendo una sorta di rivincita: per una notte è diventato il protagonista assoluto della manifestazione più importante dello sport più famoso del pianeta.

Ochoa si trova bene in Francia, ha deciso di lasciare l’Ajaccio (il contratto scade il 30 giugno) e alcuni club transalpini lo cercano (su tutti il Marsiglia); è seguito anche Oltremanica, mentre in Italia ci sarebbe l’interesse di Napoli, Roma e Sampdoria. E il Milan? I rossoneri fecero un timido sondaggio già a gennaio scorso, ma poi non se ne fece nulla. Ora l’occasione è ghiotta: un ottimo portiere a parametro zero, per una squadra che non ha avuto una grande tradizione di estremi difensori. Il reparto portieri sembra già sistemato, ma nel calciomercato tutto può succedere: assisteremo ad un altro colpo low cost di Galliani?

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