Seedorf ora sta “davvero bene”: liberazione o prima vendetta?

Piermaurizio Di Rienzo è giornalista professionista dal 2006 e coordinatore dei contenuti di SpazioMilan.it dal 2012. Dopo quasi un decennio di redazioni (Il Giornale, Leggo, Libero, Radio Lombardia e Sole24Ore), si è occupato per oltre due anni della comunicazione di alcune tra le più importanti manifestazioni fieristiche europee prima di intraprendere l’attuale strada di Food&Beverage Manager a Milano. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” ogni domenica su Radio Reporter.

Il primo veleno è servito. “Tifo per l’Italia? Certo che no, come potrei farlo? Sono olandese…“. Parole di Clarence Seedorf che, come ampiamente annunciato nei mesi scorsi, è tornato in Brasile per commentare le gare del Mondiale per conto della BBC. Un impegno che l’ex tecnico del Milan avrebbe assunto comunque, anche se fosse ancora saldamente alla guida della squadra rossonera. Anzi, ricorderete che proprio questa notizia suscitò non poche polemiche aprendo la stura a tutte le ipotesi di un addio di Seedorf al Milan. Ipotesi diventata presto realtà.

Ufficialmente Seedorf non parla e non parlerà di Milan. Anche perchè, va sottolineato, è comunque sotto contratto coi rossoneri (e quindi stipendiato) fino al 2016. Si vedrà come le parti “transeranno”. Oppure l’olandese troverà una panchina a stagione avviata e tutti si saluteranno senza ricorrere ad avvocati e carte bollate. Resta tutto da decifrare quel “ora sto davvero bene, non siete d’accordo?” utilizzato dall’ex allenatore del Milan per descrivere il proprio stato d’animo. Come dire: sono stato sollevato da un incarico che pesava. Probabilmente a pesargli sono state le settimane che da marzo in poi hanno scandito una sorta di lento e progressivo rosolamento. Ma la frase ironica sottende anche il concetto che riecheggia da tempo nell’ambiente rossonero. E cioè che Clarence non ha alcun interesse ora a disfarsi dell’accordo economico col Milan e che tenterà fino all’ultimo di difendere e tenersi quell’intesa. Coi maligni a sostenere che sarà un po’ la sua “vendetta”.

Sicuramente Seedorf si è liberato dall‘onere di trovarsi ogni fine-settimana di fronte ai giornalisti per rispondere del proprio futuro e delle sortite di Silvio Berlusconi. C’è sempre da capire se questa parte del suo lavoro non fosse più che tutto un onore che difficilmente un tecnico alla prima esperienza può sperare di avere. Questione di punti di vista. Ad ogni modo tutti i tifosi milanisti (compresi quelli che non hanno sostenuto l’olandese) saranno contenti a sapere che “ora sta davvero bene”. Magari un piccolo occhio di riguardo per l’Italia che ha dato lustro e guadagno per tanti anni ce lo si poteva attendere, ma si sa che questa Olanda punta a vendicarsi del secondo posto di quattro anni fa.

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