Via Taramelli: la strada degli ad. E occhio all’intreccio col ManCity

Christian Pradelli è giornalista professionista e direttore di SpazioMilan.it dalla sua fondazione, l’8 marzo 2011. Collabora con La Gazzetta dello Sport, Il Giornale e Leggo. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” su Radio Reporter ed è opinionista per Milan Channel. È la voce ufficiale del Milan per TopCalcio24, canale del gruppo Mediapason (canale 114 del DTT).

Via Taramelli. Una via come molte altre a Milano, tra viale Zara e Melchiorre Gioia. Basta un lungo cavalcavia per raggiungere Casa Milan, prossima sede del raduno rossonero. E il 10 luglio potrebbe essere, chissà, una festa come quella che prese vita esattamente 13 anni fa: eravamo in piazza Duca d’Aosta e il Milan dei nuovi arrivi Manuel Rui Costa e Filippo Inzaghi veniva presentato davvero in pompa magna. Poi Rui, per anni, fece il suo. Filippo, invece, divenne anche per i rossoneri Pippo e poi SuperPippo: da lui ripartiremo e ormai non è un più una notizia. La notizia, forse, è che l’ufficialità di sede e data del nuovo ritiro l’abbia data Barbara Berlusconi ieri a bordo della MSC Splendida.

E qui torniamo a Via Taramelli, sede di “A’ Riccione”, uno dei ristoranti preferiti da Adriano Galliani, culla delle trattative con l’amico Ernesto Bronzetti, ma anche (e soprattutto) sede legale di Arexpo S.p.A., partecipata dalle amministrazioni regionale, provinciale e comunale, oltre a Fondazione Fiera Milano e al Comune di Rho. Che cos’è Arexpo? Semplicemente la società costituita tre anni fa per acquisire i terreni, i “siti”, in vista dell’esposizione universale dell’anno prossimo, curandone anche lo sviluppo urbanistico e la riqualificazione al temine dell’esposizione stessa. Cosa c’entra il Milan? Uno di quei “siti” potrebbe essere l’area del nuovo stadio rossonero, di cui Barbara ha parlato in lungo e in largo sempre ieri. Abbiamo la data: stagione 2019/2020. Ma manca tutto il resto.

E non per colpa del Milan o della Dott.ssa Berlusconi, sia chiaro. La verità, anche se rischiamo di entrare in un discorso di burocrazie non particolarmente allettante, riguarda l’attuale gestione di Arexpo e il futuro dei “siti” dell’esposizione. Dalla costituzione originale della società, infatti, si è già “smarcata” la Provincia di Milano lasciando in eredità mancati finanziamenti per 60 milioni di euro. Lo stesso discorso pare stia accadendo in questi giorni, con la Camera di Commercio che aveva promesso parecchi introiti in cambio della gestione del futuro Palazzo dell’Innovazione. Struttura che Arexpo non vuole cedere. Quindi soldi al momento congelati e futuro sempre più in bilico. Non è un caso, insomma, che Lady B. abbia dilatato così tanto la data presunta per l’entrata a regime della nuova arena rossonera.

Parlando di attualità più stretta, invece, decido arbitrariamente di congelare i discorsi Kakà e Iturbe. Mi ingolosisce, piuttosto, questo continuo ping pong con il Manchester City. Pensandoci, negli ultimi due anni, il Milan e lo squadrone degli sceicchi hanno avuto molto da spartire. Si potrebbe quasi parlare di un asse in piena regola, nel bene e nel male: dall’affare mancato con Tevez all’arrivo di De Jong, dall’operazione Balotelli al mancato affare El Shaarawy. La sensazione, insomma, è che anche quest’estate il legame MilanCity lasciato così tanto in sordina dai media potrebbe regalare nuove soddisfazioni. Magari in entrata. Magari in attacco. Magari…

Twitter: @Chrisbad87

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