Tassotti “uomo delle istituzioni”: poche parole, pesanti e mai banali

Non ha mai reclamato spazi. Non ha mai cercato visibilità. Proprio come un perfetto secondo. Sempre un passo indietro. Un passo avanti solo se richiesto dalla società. Mauro Tassotti è fatto così. Ecco perchè le sue parole nella conferenza stampa a bordo della quarta Crociera Rossonera fanno più clamore di tante altre. Si, perchè lui è sempre stato “uomo della società“. Con sincerità e trasparenza. Ma mai sopra le righe. E come qualche settimana fa aveva lasciato intendere la possibilità di un addio, oggi fanno rumore le dichiarazioni scaturite da quella voce cupa.

“Sono stato molto vicino a lasciare il Milan”, ha detto senza mezzi giri di parole, palesando tanto la sintonia con Massimiliano Allegri (“Ero molto coinvolto”), quando la distanza quasi siderale con Clarence Seedorf (“Mi era stato detto che sarebbe arrivato un nuovo staff e che io non ne facevo parte, è stato un rapporto non facile“). Torna alla mente quell’indiscrezione secondo cui al primo giorno di lavoro l’olandese avrebbe recapitato una mail al suo vice con formalismo (usando la formula del “Lei“) per intimargli di alzarsi dalla panchina solo su suo preciso ordine. Favole? Forse. Verità? Forse. Oggi il fatto incontrovertibile è che i rapporti tra il “Tasso” e Seedorf sono sempre stati ai minimi termini. Eppure il secondo non ha mai fatto trasparire alcunchè, presentandosi con serietà e professionalità davanti alle telecamere prima e dopo ogni match.

Ora parte una nuova avventura con Pippo Inzaghi. E le premesse sono buone: “Da giocatore studiava gli avversari, i loro movimenti. Ha grande attenzione sui particolari, può portare il suo entusiasmo“. Insomma, il futuro è già iniziato. Anche per Tassotti. Da vero “Uomo Milan“. Un “uomo delle istituzioni”.

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