Top e flop del nuovo Milan, tra riscatti promessi e (non) mantenuti

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È stata la settimana dell’avvio ufficiale della nuova stagione rossonera, con il raduno a Milanello mercoledì 9 e la presentazione della squadra a Casa Milan il giorno successivo. Di questa presentazione ci sono stati diversi aspetti positivi e alcuni negativi. Tra i primi citiamo sicuramente la personalità di Pippo Inzaghi, che non le ha certo mandate a dire e ha tenuto a precisare con veemenza che chi non lotta non andrà in campo. Lo spirito migliore per ricominciare, lo stesso che sembra aver mostrato Barbara Berlusconi, vera artefice di questo evento e che ha stupito tutti presentandosi al raduno con la maglietta del Diavolo. Un’inclinazione positiva che, però, deve ancora convincere parte della tifoseria, come è apparso dallo striscione polemico della Sud, che non ha più intenzione di sopportare un anno come quello passato. Infine, nota negativa, l’assenza di Silvio Berlusconi, che potrebbe essere giustificata dal fatto di voler dare il giusto spazio alla figlia, ma che avrebbe certamente significato una maggiore vicinanza alla squadra. STAGNANTE.

Venendo all’attività principale che impegna i club in questo periodo, ossia il mercato, la manovra più importante da registrare nel nostro Borsino settimanale è certamente il riscatto di Rami (era ora, verrebbe da dire!). Il centrale francese è stato, nel corso della disastrosa stagione da poco conclusa, una delle rare note positive e sarebbe stato incredibilmente ingiusto non riscattarlo per una differenza di meno di un milione. Ma la buona riuscita dell’operazione si deve soprattutto al difensore francese, che non ha voluto sentire ragioni e ha voluto fortemente solo il Diavolo. Per vestire definitivamente il rossonero, inoltre, ha rinunciato a circa mezzo milione di euro di ingaggio annuale, cifra che è servita a colmare la differenza tra domanda ed offerta dei due club. Gesti che in questo periodo hanno un valore doppio e spiegano alla perfezione quanto Rami sia entrato nello spirito Milan e quanto abbia preso a cuore questi colori. Un esempio da seguire, una figura su cui fare affidamento, uno che potrà diventare a tutti gli effetti il leader del nuovo Milan di Pippo Inzaghi che, nelle sue prime parole da tecnico rossonero, ha cercato di spiegare come è di certa gente che lui ha bisogno e da questi giocatori ripartirà per restituire a tutti il vero Diavolo. IN RIALZO.

A differenza del suo compagno Rami, non sembra destinato ad indossare nuovamente la maglia del Milan Adel Taarabt, il cui riscatto è scaduto ormai da tempo. L’interesse sul talentuoso marocchino sembra non essere mai stato reale. Una mossa che potrebbe rivelarsi deleteria, visto che Taarabt è stato, nel corso della scorsa stagione, l’unico uomo in grado di dare velocità ai rossoneri, l’unico in grado di cambiare passo, saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Caratteristiche che, in un Milan statico come quello degli ultimi anni, sarebbero state fondamentali. Intanto, il calciatore, dal suo profilo Instagram, ha postato le foto del suo ritorno al QPR, coi test fisici che, anche per lui come per i rossoneri, sono iniziati in vista della prossima stagione. IN RIBASSO.