inzaghi milan - Una settimana al raduno del Milan

La ricetta di Inzaghi: entusiasmo, professionalità e attaccamento alla maglia. Addio Balo, occhio a Cerci


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Finalmente è finita! E’ finita la stramaledetta stagione 2013/14. Da oggi inizia un nuovo Milan. Un Milan all’insegna dell’entusiasmo, della professionalità, dell’attaccamento alla maglia. Insomma il Milan di Inzaghi. E il milanisti, quelli veri, quelli che ci credono davvero. Della stagione terminata ieri dobbiamo buttare via tutto o quasi. Tra le cose da salvare sicuramente Kakà, uno dei pochissimi esempi, uno dei pochissimi a dare tutto per i colori che ama. Nel “tutto” sono compresi anche 5 milioncini netti ai quali rinuncia per tornare da Madrid. Questo se lo dimenticano in molti. Nel “tutto” è compreso anche l’alleggerimento del monte ingaggi che produce la sua partenza, l’ultimo regalo fatto alla società del suo cuore. Quel “cuore” che si è battuto per l’ultima volta nella tregenda del Vicente Calderon, quando la squadra si faceva “torellare” dall’Atletico che ci ha divorato come un piatto di “uova strapazzate” e lui è stato l’ultimo ad arrendersi. Quell’immagine, quel bacio alla maglia, sarà una delle tante che porterò sempre nel mio cuore.

Ora si riparte, finalmente. Finalmente senza qualche contratto felicemente scaduto. Probabilmente senza qualche altro contratto che nei prossimi 7 giorni sarà rescisso. Giusto perché Inzaghi nel raduno del 9 luglio a Milanello vuole gente disposta a dare tutto per tutto l’anno. Pippo vuole avere il 9 luglio la squadra più completa possibile. Questo sarà difficile perché qualcuno deve ancora partire e qualcuno deve ancora arrivare, ma ci si prova. Nell’ottica dello sfoltimento e del risparmio, Inzaghi che, da buon allenatore, cerca di fare l’interesse della società ha pensato di rinunciare allacquisto di un vice-Montolivo durante il periodo della convalescenza. Preferisce provare a reinventare mezzala il giovane Saponara oppure l’esperto Honda, che quel ruolo lo ha già ricoperto al CSKA, come su queste pagine leggete da quasi un anno. Due ottime idee, che molto ricordano l’arretramento di Pirlo e Seedorf a centrocampo nel primo Milan ancelottiano. Idee nate d’estate che sembravano una follia tattica e che invece si sono rivelate geniali. A chi pensa che si impossibile trovare un equilibrio così rispondo che lo si diceva anche allora.

La cosa essenziale è che tutti corrano e aiutino, vale soprattutto per gli attaccanti. Il miglior El Shaarawy questo lavoro sa farlo molto bene. Stesso dicasi per Matri, Pazzini, Menez e.. Cerci. Sì, avete letto bene. Come ripeto da gennaio è lui il vero obiettivo della campagna acquisti rossonera. Utile in entrambe le variabili che ha in testa Inzaghi, cioè come attaccante esterno nel 4-3-3 oppure come punta pura nel 4-3-1-2.

Di certo i concetti di calcio e gli schemi che Inzaghi sta preparando in maniera quasi ossessiva durante le vacanze estive non si sposano molto con la filosofia di gioco di Balotelli. Il quale sicuramente sarà ceduto all’estero. In una squadra che sta cercando e che forse ha già trovato Mino Raiola. Basta lasciarlo lavorare. Perché non è né meglio né peggio di tutti gli altri procuratori. Non si può però ricoprirlo di fango e poi ricorrere a lui quando si ha bisogno. Bisogna sempre avere rispetto di chi lavora e di chi, tra gli altri, ti ha fatto vincere uno scudetto portandoti Ibra e Van Bommel. Cosiccome non si può massacrare chi compra a zero o quasi Zapata e De Jong, bollati come bidoni rossoneri e ora protagonisti assoluti nelle loro nazionali ai quarti di finale dei Mondiali brasiliani. A proposito anche dal colombiano arrivano elementi descrittivi poco edificanti nella gestione tecnica degli ultimi 6 mesi rossoneri. Chissà se qualcuno vorrà fare causa all’allenatore perché lo mandava in panchina?

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