Brocchi: “Ecco la mia Primavera, un gruppo molto maturo. Ma sui social sono necessari dei limiti”

Cristian Brocchi (Twitter)
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Lo aveva detto fin dal primo giorno di ritiro a Temù. La sua Primavera sarà all’insegna della filosofia e del divertimento. E così oggi Cristian Brocchi fa un parziale bilancio e racconta i progressi dei ragazzi: “Ci stanno seguendo bene – ha affermato il tecnico in un’intervista alla Gazzetta dello Sport Milano-Lombardia – già dalla prima amichevole (8-1 contro Ciliverghe, ndr) hanno cercato di accontentare le nostre richieste. Sono seri nell’ascoltare e pronti nell’eseguire. Ho trovato un gruppo molto maturo che ha capito da subito il mio modo di lavorare: amo la concentrazione sul campo, ma mi piace anche dare molta libertà di sfogo negli altri momenti della giornata. Le regole sono fondamentali, ma a volte i ragazzi hanno anche bisogno di staccare un po’ la spina”.

Sulla Berretti di Stefano Nava: “Ci considero un’unica squadra. Giocheremo due campionati diversi, ma sia io che Stefano Nava vogliamo avere un gruppo che si alleni con le stesse dinamiche e gli stessi obiettivi“. Mentre sulla Prima Squadra: “Dipendiamo da loro, naturalmente. Il nostro obiettivo resta quello di formare i ragazzi, di farli diventare sempre più coscienti e consapevoli che, un giorno, potrebbero farci parte anche loro”.

E ancora su Di Molfetta, rientrato dalla tournée americana: “È stata un’esperienza meravigliosa per lui. È diverso allenarsi con i grandi, per questo credo sarà un valore aggiunto nel prosieguo della sua e della nostra stagione”. Capitolo social, che Inzaghi sta mettendo al bando in Prima Squadra: “È una materia delicata, la loro maturità passa anche attraverso queste cose. Probabilmente chiederò di proteggere la nostra quotidianità. Ma devono imparare a farlo anche nel privato: i social possono essere divertenti, ma ci vogliono dei limiti”. Infine: “Sono sereno e voglioso. Ho avuto la fortuna di cominciare ad allenare al Milan, con uno staff tecnico speciale: facciamo tante riunioni, è bello poter parlare e condividere l’obiettivo che, alla fine, è quello di tutti”.