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Mercato? Ecco perché il voto è…


Christian Pradelli è giornalista professionista e direttore di SpazioMilan.it dalla sua fondazione, l’8 marzo 2011. Collabora con La Gazzetta dello Sport, Il Giornale e Leggo. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” su Radio Reporter ed è opinionista per Milan Channel. È la voce ufficiale del Milan per TopCalcio24, canale del gruppo Mediapason (canale 114 del DTT).

Sabato sera, ospite dell’amico e collega Federico Faranda (non perdete il suo editoriale di domattina) su Telelombardia, mi sono lanciato in un’analisi complessa, ma pur sempre lucida, del mercato rossonero, concludendo con un voto all’operato di Adriano Galliani dopo gli arrivi ormai certi di Diego Lopez e Armero: sufficienza, 6. Immediate le critiche, le presunte accuse di servilismo e di fette di salame sugli occhi. Questa storia del parametro zero-prestito secco-prestito oneroso brucia e fa bruciare, tantissimo. Lo ha fatto anche con me in passato, lo ammetto. Ma chissà perché, proprio nell’anno in cui la “formula” sta cominciando ad ingolosire parecchio tutte le big italiane (Evra, Romulo, Emanuelson, Cole, Vidic, Medel…), si tende a sottolineare ancora una volta, negativamente, solo quando succede al Milan.

C’è da chiedersi cosa avrebbero pensato i tifosi se i vari Alex, Menez, Diego Lopez e Armero (e al momento “scarto” Agazzi per non lasciare appigli a nessuno) fossero stati acquisiti, spendendo. Le critiche non sarebbero mancate, immagino, ma probabilmente qualcuno avrebbe dato più risalto al portafoglio finalmente liberato dai lucchetti. Che è da pazzi. E, in tutto questo, c’è anche chi riesce a lamentarsi dell’arrivo dai campioni d’Europa del portiere titolare nelle ultime due Lighe. Considerazione “alla Galliani”? I dati parlano chiaro e mettono d’accordo due allenatori agli antipodi come Ancelotti e Mourinho, al netto del potere di un Casillas che, pur vedendo avvicinarsi il crepuscolo della sua carriera calcistica, ha chiesto e ottenuto da Perez l’ingaggio del giovane Navas col solo obiettivo di allontanare l’acerrimo rivale tra i pali. È chiaro che le cifre dell’ingaggio, non ancora ufficiali, destabilizzano. Ma il valore c’è. Ed è grande.

In tanti mi hanno chiesto se fossi ubriaco a dare quel 6. Che poi è un 6, mica un 8. La sufficienza risicata vuol dire essere nelle condizioni di migliorare la posizione dell’anno precedente. E, ad oggi, c’è una buona possibilità che il Milan se la possa giocare per l’ingresso in Europa League. Che, attenzione, non è l’obiettivo mio come non è quello di nessun tifoso rossonero. Ma poi c’è la realtà, da scrutare e da cui trarre conclusioni: ci sono Juve e Roma, c’è il Napoli e poi le altre. Le differenze con Fiorentina (che, pare, abbia un allenatore che non vede l’ora di cambiare aria), Lazio (buon mercato, ma il cantiere è nel pieno dell’esercizio, un po’ come il nostro) e Inter (campioni d’estate, fino all’Eintracht) non credo siano ancora così evidenti. Quindi c’è margine per lavorare. È una magrissima consolazione, al limite dell’anoressico, ma per ora non si può fare altrimenti. Se l’alternativa non può essere ancora la liberazione

Twitter: @Chrisbad87

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