Un mercato tra amicizie, omaggi e favori. E se il colpo last-minute fosse un regalo del presidente?

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L’amicizia con Florentino Perez, l’omaggio dagli sceicchi di Parigi, i favori all’ombra del Vesuvio. Il mercato rossonero, più che luogo di scambio e contrattazioni, sembra sempre di più una di quelle serie televisive americane, con colpi di scena ad ogni puntata e la sensazione che non finiscano mai, anzi molto spesso quasi sul finale stancano. Probabilmete il tifoso rossonero si sente così, deluso da una società che ha dimenticato il vero significato della parola “investimento” e che non vede futuro e programmazione all’orizzonte. Ma sono proprio queste tutte le componenti del regalo last-minute ai quali siamo abituati, firmati rigorosamente Silvio Berlusconi.

Sicuramente senza i grandi affari del passato, Diego Lopez oggi non sarebbe arrivato a Milanello a costo zero. L’amicizia con Florentino Perez ha permesso a Galliani di portarsi a casa l’ennesimo giocatore regalato da Madrid, senza il quale adeso il Milan sarebbe il balìa del mercato dei portieri. Probabilmente anche grazie ai grandi affari del passato, Alex e Menez oggi fanno parte della rosa del Milan senza che i rossoneri abbiano speso un centesimo per i rispettivi cartellini. Ingaggi anche onerosi, è vero, ma valori aggiunti di una rosa povera di giocatori dalla caratura internazionale. Evidentemente ammaliato dai grandi affari del passato, il Milan è riuscito a strappare Armero a De Laurentiis a zero. Non un top player, ma una valida alternativa sulla sinistra che riporta De Sciglio al suo ruolo naturale di terzino destro.

Un mercato infarcito di amicizie, condite tra omaggi e favori. E se l’ingrediente finale fosse un regalo sul gong di Berlusconi? Mancano due settimane alla verità e solo il presidente conosce già la risposta a questa domanda. Un quesito che i tifosi rossoneri si portano dietro da giugno, un nodo che è arrivato il momento di sciolgiere. Perché la fiducia ha una scadenza ben definita: lunedì 1 settembre, ore 23.