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Abate-Bonera, le due facce della medaglia “difensiva” di Pippo

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Piermaurizio Di Rienzo è giornalista professionista dal 2006 e coordinatore dei contenuti di SpazioMilan.it dal 2012. Dopo quasi un decennio di redazioni (Il Giornale, Leggo, Libero, Radio Lombardia e Sole24Ore), si è occupato per oltre due anni della comunicazione di alcune tra le più importanti manifestazioni fieristiche europee prima di intraprendere l’attuale strada di Food&Beverage Manager a Milano. Conduce il varietà sportivo “Falla Girare” ogni domenica su Radio Reporter. E’ direttore editoriale della free press pomeridiana Mi-Tomorrow

E’ inutile continuare a sottolineare la fragilità della difesa di questo Milan. Le statistiche parlano già abbastanza: otto gol incassati in quattro partite, pari esattamente a due reti prese ogni gara. Ma – si sa – ogni squadra in fase di costruzione sconta un primo periodo di assestamento nel pacchetto arretrato. Tra tanti esempi ricordo quella della Juventus “risorta” dalle ceneri della Serie B. Era l’annata 2007/2008, la prima di nuovo nella massima serie. I bianconeri conclusero il campionato al terzo posto, incassando 37 reti, quale seconda miglior difesa. Ma nelle prime quattro giornate imbarcarono sei reti provando ad assestare un reparto che aveva dentro un buon Chiellini, ma anche diversi “residuati bellici”.

Perchè questo paragone? Perchè anche il Milan di Inzaghi si è ritrovato a comporre una difesa con gli stessi elementi della scorsa stagione, fatta eccezione per Alex, assente contro la Juve e contro l’Empoli. Superpippo prova a mettere insieme i cocci che ha a disposizione. E se pensiamo che ormai Mexes sia sparito dai radar per evidenti turbolenze ambientali, tra Bonera e Rami il tecnico rossonero sembra applicare la politica dell’alternanza. Con un comune denominatore: nessuno dei due offre sufficienti garanzie. E non resta, alla fine, che fidarsi di Zapata. Insomma, non proprio rose e fiori.

Per contro, la cocciutaggine di Inzaghi premia sulle fasce. In particolare, su quella destra dove Abate sembra davvero il giocatore tanto apprezzato negli anni passati. Tre assist in quattro partite non è roba di poco conto. Sarà l’amicizia con l’ex compagno di squadra? Forse, ma certamente l’esterno è uno dei frutti più maturi del lavoro paziente di Pippo.

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