Brocchi Primavera: "Siamo pronti, giovani ed orgogliosi"

Brocchi: “Siamo pronti all’esordio, giovani e orgogliosi. Sono sereno e fiducioso. Ecco i nostri segreti…”


Queste le dichiarazioni rilasciate da Cristian Brocchi, allenatore della Primavera rossonera, nel corso di “Milan Next” su Milan Channel.

Sul settore giovanile: “Sono tanto dispiaciuto per l’addio di Dolcetti, avevamo intrapreso un percorso meraviglioso e Aldo, insieme a Stefano Baldini e Filippo Galli, era un elemento cardine, stava nascendo qualcosa di grande. Devo essere sincero: tutto quello che mi era stato detto un anno e mezzo fa, dopo i primi incontri con loro e con molto scetticismo intorno, è stato costruito davvero con successo, con mesi e mesi di lavoro vero. Adesso conosciamo tutti i giocatori, allenatori e staff: idee, condivisione, esperienze Questo è quello che succede nei grandi club in Europa, dove si investe seriamente sui settori giovanili, grazie al quale ogni anno è possibile formare dei calciatori pronti per il calcio che conta. E’ il nostro obiettivo e, nonostante la perdita di Dolcetti, siamo nelle mani di Baldini e Galli. Siamo nelle nostre mani. E’ bello ragionare così, l’area tecnico-metodologica continuerà con più forza di prima. L’uomo, nella vita, ha bisogno di confrontarsi, nessuno è perfetto e ‘rubare’ dagli altri è un pregio necessario. I concetti imparati, in futuro, dovranno essere messi in mostra, e poi finalmente potremmo ricreare uno zoccolo duro Milan formato dai nostri giovani. Già a 6-7 anni, insegnare qualcosa di vero ed organizzato, darà i suoi frutti ogni anno, dagli 8 ai 18 anni e fino alla Primavera: si chiama preparazione. Mister Biffi? Sa comunicare in maniera pazzesca con i più piccoli, ho assistito con interesse a come li coinvolgeva: le modalità sono fondamentali”.

Sulla Primavera, in vista dell’esordio in campionato di domani contro il Cittadella (al “Vismara”, ore 16): “Io sono sempre stato sereno, tranquillo e sicuro di me stesso, non per presunzione ma per quello che abbiamo fatto e vogliamo fare con attenzione. Non mi sento mai sotto esame né teso per domani: vedo i ragazzi in settimana e sono soddisfatto, da allenatore sono sempre riuscito a mantenere un equilibrio e spero lo capiscano i giocatori. Forse ho fatto più fatica ad esprimere i miei concetti, soprattutto perché se vogliamo quest’anno abbiamo unito due categorie in una: Primavera e gli Allievi Nazionali 2013/2014. La rosa è ampia, diversi si conoscevano ma siamo partiti quasi da zero. Problemi ed insicurezze inziali non sono mancati, ma ora siamo più pronti e spero possa essere una stagione soddifacente. Primavera e Berretti sono divisi solo da una distina, si affrontano due campionati diversi ma io e mister Nava lavoriamo insieme, a stretto contatto e in maniera unica: il cammino è ottimo. Abbiamo dei validissimi centrocampisti, la forza di un allenatore è intergrarli al meglio, secondo le varie qualità. Quest’anno abbiamo deciso di giocare senza fuori quota, a parte Rondanini che sta recuperando bene, dando 6-7 anni di differenza rispetto agli avversari che giocano al limite d’età. Siamo giovani ed orgogliosi”.

Sulla sua carica: “Il nostro calcio era molto diverso, c’era più voglia e determinazione nel darsi da fare. Ora i ragazzi hanno più possibilità di perdersi, o di pensare di essere già arrivati. Noi abbiamo fatto la gavetta, pensando che per fare il grande salto ci voleva sacrificio, adesso, non per tutti, la è più semplice e questo non è un vantaggio a livello caratteriale: non hai il fuoco dentro. La nostra intenzione è trasmettere il nostro vissuto”.

Sul patentino conquistato a pieni voti: “Ero preoccupato di dover affrontare sei settimane di corso, dopo la mia prima stagione in panchina, e poi dover riprendere subito la nuova stagione senza staccare e prepararmi come avevo fatto l’anno scorso. Il corso è sempre una cosa non facile, poi di carattere non riesco mai a fare le cose male: è nel mio DNA cercare la perfezione. Era anche una questione personale: ai miei ex ragazzi degli Allievi ho sempre rotto le scatole sulla scuola, di vitale importanza a quelle età. Noi vogliamo giocatori pensanti, essere al Milan deve essere un sogno ma lavorando quotidianamente, sapendosi comportare e diventando un uomo. Sono sempre stato vicino ed interessato al loro studio, soprattutto alle situazioni più difficili. Con Filippo Galli ho un rapporto costante, l’avermi scelto come allenatore della Primavera dopo solo un anno è stato un motivo di grande orgoglio e responsablità, sono felicissimo della fiducia”.

Sulla vittoria degli Allievi Nazionali alla prima di campionato (2 a 1 in rimonta contro il Varese), ragazzi allenati lo scorso anno proprio dal mister: “Mi sembra ovvio e normale rimanere vicino ai miei ex ragazzi, visto il bellissimo anno scorso passato insieme: il mio percorso è passato attraverso loro, e viceversa. C’è stato uno scambio di emozioni forti, li seguo con interesse come tutta l’attività agonistica: essendo l’allenatore della Primavera adesso devo avere una conoscenza più seria e profonda, una cosa bella per me. Li conosco tutti bene personalmente, ho grande fiducia in loro e sono contento per la vittoria: mister Monguzzi ha avuto un impatto molto buono, penso e spero possa essere un binomio vincente. Conoscendoli una delle negatività dei ’98 era far fatica a reagire in situazioni difficili, facendosi prendere dalla voglia e perdendo lucidità, senza mettere in campo la grande qualità: essere andati sotto con il Varese e poi aver ribaltato la partita è segno di una maturità che sta arrivando”.

Su Zanellato: “Mi sono esposto in prima persona per questi ragazzi, sono convinto che il gruppo dei ’98 è di altissimo livello: ogni volta ne metti 11 in campo, lasciando sicuramente diversi in panchina che per doti tecniche meriterebbero il contrario. L’aver messo sotto contratto uno come Zanellato, e tanti altri, deve essere un punto di partenza ma anche una responsabilità in più perché quando ti leghi ad una società come il Milan devi saperti allenare e distinguere secono lo stile Milan preteso. Fondamentale migliorare, sempre. E’ intelligente, capisce prima le cose. E va bene a scuola, la cosa va di pari passo”.

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