Modulo Milan: Inzaghi studia il 4-2-3-1 fin da subito

Ahi ahi van Ginkel, torna a metà ottobre: Pippo passa al 4-2-3-1?

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Filippo Inzaghi non lo ha mai nascosto, fin dall’inizio. Uno dei pregi di questo Milan è l’essere dinamico nelle diverse posizioni in campo da poter ricoprire dai giocatori, in questo in senso un possibile cambio di modulo è una soluzione logica. E vicina, analizza stamane La Gazzetta dello Sport, dopo la distorsione alla caviglia destra, con interessamento legamentoso, di van Ginkel a Empoli.

Dal 4-3-3 al 4-2-3-1, uno schieramento offensivo, dallo spettacolo (quasi) assicurato per la gente, apprezzato in società ma ancora pieno di rischi. Necessario studiarlo dopo il problema dell’olandese, ne avrà fino a metà ottobre (niente Cesena e Chievo, potrebbe tornare dopo la sosta a Verona), ed un centrocampo in piena emergenza. Fuori Montolivo, fuori Saponara, fuori van Ginkel ed Essien non al meglio (può recuperare per domenica). Rimangono i soli De Jong, Muntari e Poli, più Bonaventura all’occorrenza. Ma senza modifiche nell’attenzione e nel rendimento della difesa, reggere la novità, di base, sarà sempre un bel problema. Diverso se il discorso viene attuato in corso d’opera, proprio come successo al Castellani, secondo il copione della gara.

In ogni caso è arrivato il momento di lavorarci su, a Milanello in questi giorni sta succedendo proprio questo. Così facendo si metterebbe ancora più a loro agio Menez e Torres, sfruttando al massimo il potenziale in attacco. A Cesena occhio alle sorprese, benefiche si spera.

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