Brocchi Primavera - Il mister: "Lavoro per i miei ragazzi"

Brocchi: “Sogno di sedermi sulla panchina di San Siro, ora insegno ai ragazzi come diventare grandi”


Il tecnico della Primavera del Milan, Cristian Brocchi, ha rilasciato una lunga intervista al mensile ufficiale rossonero Forza Milan, che ha parlato a 360° della sua nuova veste di allenatore, degli Allevi prima e della Primavera ora. Com’è stato l’approccio coi nuovi ragazzi? “Buono, molti non erano con me lo scorso anno, ma non è stato difficile, perchè ho trovato un gruppo di ragazzi disposti a lavorare e ad impegnarsi sin da subito. Li ho immediatamente responsabilizzati, insistendo sul fatto che la Primavera è l’ultimo step prima di arrivare in prima squadra e diventare veramente grandi e loro mi hanno seguito con molta voglia. Gli ho poi detto che allenarsi con la Prima Squadra in un posto come Milanello è una grande opportunità da utilizzare con intelligenza. Loro stessi sono i primi a rendersi conto di avere un’occasione irripetibile per migliorarsi“.

Successivamente si inizia a parlare di alcuni dei ragazzi più in vista della Primavera: “Tra tutti quelli che ho a disposizione, Mastalli è quello che ha valori più vicini allo spirito Milan. Ritrovo in lui tutte le caratteristiche necessarie per compiere la difficile scalata verso la prima squadra. Mastour? Non ho ancora avuto la possibilità di allenarlo, gioca più con la prima squadra che con noi. E’ un ragazzo dotato di grandissime potenzialità e sono curioso di vedere cosa realmente può dare“.

Brocchi utilizza lo stesso modulo di Inzaghi, ma spiega: “Non è un diktat della società, lo usavo già lo scorso anno. Quest’anno, poi, abbiamo usato anche il 3-4-2-1, non ne faccio una questione di numeri, ma di mentalità. Io voglio che la squadra comandi il gioco e tenga palla il più possibile, preferibilmente nella metà campo degli avversari“.

Ma cosa ha chiesto la società a Brocchi? “Il primo obiettivo è quello di formare dei calciatori che siano in grado di giocare per la prima squadra. Poi è normale che si punti a vincere, ma ci sono diversi modi per farlo, io punto ad arrivarci attraverso un’identità precisa che ci contraddistingua rispetto alle altre squadre. Ad esempio: inserendo due-tre giocatori più giovani, ma con qualità importanti all’interno di un gruppo già ben collaudato, essi non avranno problemi e potranno maturare più velocemente“.

Quali sono le differenze tra la Primavera di Brocchi giocatore e quella di Brocchi allenatore? “Oggi i giovani hanno più interessi. Ai miei tempi l’unica cosa che contava era giocare a calcio, adesso Internet ed i social network li portano ad avere meno regole e a scoprire tutto più in fretta, e lo dico in primis da genitore. Questo mi da fastidio? No, non voglio sostituirmi ai genitori, ma ritengo che una persona non possa crescere senza regole e quelle che i miei ragazzi devono rispettare quando indossano la maglia del Milan sono: rispetto e voglia di lavorare. In molti di loro le ho trovate e rivedo quella voglia di migliorarsi che avevo anche io alla loro età, devono seguire questo cammino“.

La conclusione è su dove il mister si vede in futuro: “Vivo alla giornata, con un sogno nel cassetto: sedermi a San Siro tra qualche anno e guardare almeno uno dei miei ragazzi in campo con indosso la maglia del Milan“.

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