El Shaarawy senza gol da venti mesi: il terzo posto passa da lui

Sono seicentododici i giorni senza gol di El Shaarawy. A dirlo vengono i brividi, parliamo di un attaccante, ma mai come in questo momento a Stephan basta giocare. E così sarà anche a Cagliari. Inzaghi aspetta il Faraone, approfondisce stamane La Gazzetta dello Sport.

A secco da quasi due anni (20 mesi), era il 24 febbraio 2014: un gol bellissimo per l’1 a 0 provvisorio nel derby, poi la beffa di Schelotto. Da lì il buio pesto in campionato, “solo” una gioia decisiva nell’andata dei playoff di Champions contro il PSV. Perché? Uno dei problemi si chiamava Balotelli: al di là delle smentite, SuperMario, secondo la Rosea, gli ha tolto spazio e brillantezza. El Shaarawy spesso non si è proprio avvicinato alla rete, disinnescandosi da solo: è questa la vera preoccupazione. Il lavoro di sacrificio rimane lodevole, difficilmente quando gioca fallisce: uno spunto, un recupero, un’azione. Il Faraone è su misura in questo Milan. Ma segnare è la medicina più semplice, e obbligatoria, per ritrovare davvero il sorriso. E sbloccarsi. Torniamo al 2012/2013, quando ne fece 14 in sei mesi: insomma, sa bene come si fa. L’anno scorso non può far testo per via dei problemi fisici e della iella a non finire, ma questa non può non essere una stagione diversa.

La malizia prima dei buoni propositi, se il Milan vorrà davvero sognare il terzo posto, assicura GaSport, non potranno mancare i suoi gol. La rabbia per le panchine ora deve diventare efficacia per colpire gli avversari. Proprio contro il Cagliari (a San Siro) conquistò il quarto e quinto centro con la maglia rossonera, un buon auspicio per la sfida in Sardegna di stasera. Speriamo.

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