E se bastasse un gol?

Davvero strano, il destino. Finisce con l’accomunare personalità apparentemente lontane anni luce, eppure bloccate e limitate dallo stesso problema. Sembra dividerle, queste anime tristi, e invece finisce con l’avvicinarle sempre più. Il grande cruccio è, evidentemente, la mancanza del gol. 

Pesante, per una punta, perdere la lucidità sotto rete. Ancora più pesante assistere all’ascesa sicuramente differente, ma consolidatasi da un po’ di due colleghi ingombranti come Menez Honda. Stephan El Shaarawy Fernando Torres. L’ala e la punta di razza. Il ragazzo prodigio sfortunato e un po’ misterioso e il veterano delle mille battaglie europee. Difficile, quasi surreale immaginarli accomunati da una sorte comune. Difficile, certo, ma mai come oggi non impossibile. Segnare. Provare l’adrenalina della palla in rete. Sentirsi il finalizzatore del momento più bello di un’azione calcistica che un attaccante possa vivere. Per il Faraone la separazione dal goal in campionato sta assumendo sempre più i connotati di una preoccupante attesa: non segna,  infatti, dal derby contro l’Inter del febbraio 2013.

Il Niño, invece, il suo gol lo ha già trovato, ad Empoli, ma avrebbe bisogno del boato di San Siro per iniziare a sentirsi davvero parte, a respirare l’ambiente Milan. Che il Palermo possa trasformarsi nella vittima predestinata di entrambi?

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