Intraprendente e diligente: è DeSci

È stato un bel Milan quello gustato a San Siro contro il Chievo: in termini tecnici, di spirito, di gioco. Qualitativamente ritrovato. Intraprendente. Mattia De Sciglio, l’esemplificazione più netta.
Rieccolo, dalla fucina degli artisti di Milanello: a tutto tempo e a tutto campo. Propositivo e diligente. Dalla resilienza delle prime cinque giornate alla resurrezione.

Una resurrezione preventivabile viste e considerate l’abnegazione e la maturità del terzino rossonero. Dopo le bastonate, termine utilizzato in conferenza stampa dallo stesso tecnico rossonero, ricevute da stampa e tifosi a seguito di un avvio in sordina per il numero 2 rossonero, i prodromi per una pronta risposta alle critiche si erano visti già domenica scorsa sotto il sole di Cesena: un crescendo rossiniano culminato con l’intensa prestazione contro il Chievo, cadenzata da continue sortite offensive e ripiegamenti, sette cross e quattro assist. Una prestazione, quella di De Sciglio, esaltata anche dal modulo: il 4-2-3-1 richiede grande spinta propulsiva degli esterni, ma anche grande sacrificio in fase di ripiegamento.

Il terzino rossonero ha saputo interpretare al meglio le due fasi, alternando intraprendenza e diligenza. Il gioco del Milan è apparso finalmente fluido e la manovra avvolgente anche grazie alle continue discese del laterale rossonero: la presenza costante di De Sciglio sul versante di sinistra ha garantito il giusto apporto in termini di soluzioni al reparto offensivo, come testimoniano gli assist per Menez e Torres non tramutati in gol per un pizzico di imprecisione dei due attaccanti.

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