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Pazzini: “Voglio giocare e fare gol, sono pronto. Inzaghi pignolo. Io e Torres insieme? Sì, è possibile”


Queste le dichiarazioni rilasciate da Giampaolo Pazzini, a Milanello e ai microfoni di Milan Channel e Sky Sport.

Le 400 presenze? Non lo sapevo, quando l’ho letto mi sono informato: è un bel traguardo, è tanto che gioco e questo rimarrà per sempre come soddisfazione personale. Sono diverse le persone da ringraziare, non tantissime ma diverse. Ma non mi sento ancora a fine carriera, ci sarà tempo e modo per farlo. Per un attaccante, per un giocatore, è sempre difficile scegliere un momento più bello rispetto a un altro: dall’esordio in Serie B, a quello con l’Under in Nazionale, al primo gol. Tante partite, tante emozioni. Il mio rimpianto? Avrei voluto rigiocare il preliminare di Champions con la Sampdoria. Mi sarebbe invece piaciuto esserci in tutte quelle gare in cui sono stato in panchina, quindi diverse… Soprattutto l’ottavo di finale in Champions al Camp Nou contro il Barcellona di due anni fa. Vorrei arrivare il prima possibile alle 100 reti in Serie A, ma vedo che più ci penso e più non riesco ad avvicinarmi; anche le 300 presenze in A non sarebbero male. Voglio tornare al gol, far bene a livello personale e togliermi qualche soddisfazione”.

E ancora: “Conte a Milanello? Non mi ha detto niente di particolare, si diceva e si leggeva della mia possibile convocazione in Nazionale ma il venerdì prima della Lazio ho avuto questo problemino che mi ha fatto fuori: forse era destino, non ci ho fatto molto caso. Cerco di allenarmi bene per aspettare la mia occasione e sfruttarla. Io bravo ad entrare dalla panchina? Me lo dicono in tanti, ma spero che qualcuno sia convinto che possa essere buono anche dall’’inizio (ride)… Ho sempre molta voglia, lavoro bene tutta la settimana per giocare: 5, 10 o 20 minuti. Spero di averne a disposizione di più, il più possibile: alla ricerca dell’occasione. Modulo? I numeri a volte contano e non, spesso il 4-3-3 può essere un 4-5-1 e il 4-2-3-1 un 4-4-2. Dipende dalla mentalità con cui si affrontano le cose, di quello che la squadra vuole fare in campo. Tutti noi speravamo di fare meglio con Empoli e Cesena, erano avversari alla nostra portata. Ci servano da lezione: in Italia tutte le partite sono difficili e le formazioni organizzate, anche se in un processo di crescita, all’inizio della stagione, ci possono stare delle frenate del genere. Per fare risultato dobbiamo essere sempre al 100% sul piano della determinazione, della forza e della cattiveria”.

Infine: “Veniamo da un’annata veramente brutta e deludente, da parte di tutti c’è la voglia di rifarsi e riportare il Milan dove merita. C’è grande entusiasmo, Empoli e Cesena non devono cancellarlo. Dobbiamo migliorare tantissime cose, lo sappiamo. Con il Chievo è fondamentale tornare a vincere prima della sosta. La Champions è l’habitat del Milan, è strano non vederlo in questi martedì e mercoledì. Per blasone, società e tifosi il Milan è da Champions. Non ci poniamo limiti, dobbiamo tornare a vincere e dare continuità: solo così raggiungeremo autostima e prestazioni. Inzaghi è molto pignolo, un pregio perché cura ogni dettaglio. Alla domenica, quando affrontiamo il nostro avversario, sappiamo quasi tutto. Ed è merito suo. Remiamo tutti dalla stessa parte. Non molliamo niente, sabato pensiamo a non fallire. El Shaarawy e De Sciglio? Non sta succedendo niente, di giovani ne ho visti e magari ce ne fossero come loro. Sono persone veramente per bene, apprezzati dall’intero gruppo per qualità e carattere. Sono già giocatori di livello, lo diventeranno ancora di più per Milan e Nazionale. Devono stare tranquilli e abituarsi ai pregiudizi che ci sono in Italia: non c’è pazienza, ma loro hanno la testa sulle spalle e mi fido di loro. Io e Torres insieme? E’ possibile, si può fare qualsiasi cosa. I numeri a volte servono ma non sempre danno la giusta misura: siamo una squadra, abbiamo preso gol evitabili ma non è colpa dei difensori e basta. I difetti sono di tutti, serve migliorare. Il gol a cui sono più affezionato? Il prossimo, molti che mi hanno al fantacalcio mi maledicono…”.

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