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Zapata e De Sciglio da brividi, Diego Lopez e De Jong si salvano

DIEGO LOPEZ 6 – Nel primo tempo, con un paio di interventi provvidenziali, tiene a galla il Milan ed evita guai peggiori. Tuttavia, nelle uscite, risulta insicuro. Sufficiente ma non ancora convincente.

IGNAZIO ABATE 5 – Inizia la sua gara perdendo un pallone sanguinoso. Con il trascorrere dei minuti, non migliora e disputa un pessimo primo tempo. Difende in maniera approssimativa e, in avanti, propone con regolarità cross a dir poco imprecisi.

ALEX S.V. – Dopo tre minuti, è costretto ad abbandonare il terreno di gioco per infortunio. Stop.

Dal 3′, CRISTIAN ZAPATA 4 – Un goffo autogol e uno svarione decisivo in occasione del due a zero siciliano. E’ questa la sintesi della prestazione del colombiano che, per ampi tratti di gara, non riesce a contenere Dybala e va in netta difficoltà. Cresce un po’ nella ripresa ma, ormai, il danno è fatto.

ADIL RAMI 5.5 – Lotta, si impegna, la mette sulla fisicità, fa il possibile per salvare il salvabile e non commette gravi errori. Ha però il demerito di innervosirsi nel finale, venendo ammonito in maniera ingenua, e di perdere qualche pallone di troppo.

MATTIA DE SCIGLIO 4.5 – Copre senza efficacia e senza puntualità, permettendo al Palermo di sfondare, viene saltato con facilità e spinge in modo anemico. Brusco passo indietro. Il periodo buio continua.

ANDREA POLI 5 – Corre, cerca di recuperare palloni e di inserirsi. A inizio gara sbaglia un gol fattibile, non sempre ha la meglio nei contrasti e a volte dimentica di ripiegare, non effettuando appieno la fase difensiva. Tuttavia, per quanto riguarda il primo tempo, è tra i meno peggio.

Dal 46′, STEPHAN EL SHAARAWY 6 – Entra con brio e personalità. Si sacrifica, svolge abbastanza bene la fase difensiva, salta l’uomo e tenta di creare occasioni pericolose, tanto che in alcune situazioni riesce a impensierire Sorrentino. Non cambia le sorti della partita, ma risulta volitivo, intraprendente e determinato.

NIGEL DE JONG 6 – E’ l’unico, a centrocampo, a interdire in maniera regolare. Fatica, dal momento che i compagni di reparto lottano meno di quanto debbano, ma non molla e, sul lungo andare, si fa valere e recupera un buon numero di palloni.

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RICCARDO SAPONARA 5.5 – Schierato in una posizione non sua, con la palla tra i piedi, alterna discrete giocate a gravi imprecisioni, caratterizzate dalla mancanza di personalità e di incisività. In fase di non possesso, per motivi di natura fisica e strutturale, riesce a fare pochissimo filtro e viene spesso superato dai dirimpettai.

KEISUKE HONDA 5.5 – Corre alla follia, ripiega, prova a portare solidità e cerca di rendersi utile alla causa, ma, in fase offensiva, nonostante metta a segno qualche dribbling, è opaco e poco preciso: le sue giocate vengono intercettate dalla retroguardia avversaria. L’impegno c’è, il risultato (in parte) manca.

Dal 68′, GIAMPAOLO PAZZINI S.V. – In campo nell’ultima parte di gara, si muove bene e cerca di fare salire la squadra. La situazione, però, è già compromessa.

FERNANDO TORRES 5 – Si muove un po’ più del solito, ma non esegue il lavoro sporco, viene neutralizzato dai difensori avversari, non gioca di sponda, non tiene palla e non crea spazi per i compagni. Non approfitta nemmeno dei (pochi) cross a propria disposizione.

JEREMY MENEZ 4.5 – Parte abbastanza bene, creando un paio di occasioni pericolose, prima di spegnersi e di staccare la spina in maniera definitiva. Ripiega senza regolarità e corre meno di quanto possa. Più ombre che luci.

ALL.INZAGHI 5 – Presenta un Milan lungo e sbilanciato, molto carente in fase di interdizione, svolta soltanto da De Jong. In questo modo, il Palermo centra il colpaccio. Tatticismi sbagliati in pieno. Perché non continuare a presentare il 4-3-3 di inizio stagione, contraddistinto da una fase difensiva perfetta e da ripartenze fulminee e fulminanti? Perché proporre Saponara interno di centrocampo e non fare riposare De Sciglio? I giocatori deludono, ma Pippo, stavolta, ha gravi responsabilità.