Rami terzino insuperabile, bene i due centrali. Ma Torres e Muntari…

DIEGO LOPEZ 6.5 – Autore di una grande parata in apertura, su Icardi, il portiere spagnolo garantisce tranquillità e sicurezza all’intero reparto arretrato. Sicuro e concentrato, esce quasi sempre con cognizione di causa e tempestività, risultando attento anche tra i pali. Incolpevole sul gol.

ADIL RAMI 7 – Nella posizione di terzino destro, nel primo tempo, alterna molto bene la fase di spinta a quella di copertura. Difende con ordine e grinta: dalle sue parti, l’Inter fatica e non sfonda. Nella ripresa, si propone in avanti con meno regolarità, ma riesce comunque a imporsi e a farsi valere in fase difensiva. Solido e affidabile. Ostacolo pressoché insuperabile.

CRISTIAN ZAPATA & PHILIPPE MEXES 6.5 – Assicurano fisicità, furore, centimetri, interventi vincenti e senso dell’anticipo. Ogni tanto commettono qualche imprecisione, ma si completano a vicenda e sono portatori di sostanza ed efficacia. Prova superata anche per loro.

MATTIA DE SCIGLIO 5.5 – Nella prima frazione di gioco, difende in maniera approssimativa e si proietta in avanti senza convinzione e in modo poco preciso, tanto da terminare spesso in fuorigioco. Nel secondo tempo, migliora in fase difensiva, ma continua a peccare nella spinta. Eppure, gli spazi per colpire ci sarebbero…

SULLEY MUNTARI 4.5 – Brutta partita, quella del ghanese, che in apertura regala a Icardi la palla del possibile vantaggio. Con il trascorrere dei minuti, il copione non cambia: il numero quattro rossonero è lento, macchinoso, poco attento in fase di non possesso e spesso perde importanti contrasti nella zona nevralgica del terreno di gioco.

Dal 77′, ANDREA POLI s.v.- Entra e garantisce dinamismo. Nel finale, potrebbe decidere il derby, ma la sua conclusione viene deviata in calcio d’angolo.

MICHAEL ESSIEN 5 – Parte abbastanza bene, rimanendo bloccato a presidiare la zona di competenza, cercando di proteggere la retroguardia e recuperando qualche pallone. Nel secondo tempo, non riesce a contrastare Obi in occasione dell’azione che porta all’uno a uno dell’Inter. Inoltre, sul lungo andare, cala a vista d’occhio e perde molti scontri in mediana.

GIACOMO BONAVENTURA 6.5 – Corre alla follia e ripiega in maniera puntuale e precisa, bloccando la fascia di conseguenza e creando superiorità numerica. Quando ha la palla tra i piedi, sforna buone giocate, salta l’uomo e mette in scena giocate interessanti. Qualità, quantità e personalità.

STEPHAN EL SHAARAWY 5.5 – Si muove a volontà, partecipa con continuità ed efficacia alla fase difensiva e, quando riparte, mette a segno dribbling fulminanti, firma l’assist per il gol di Menez e impensierisce la difesa nerazzurra. Peccato che, al 75′, sbagli la rete che potrebbe cambiare le sorti della gara. A tu per tu con Handanovic, tra l’altro già a terra, centra la traversa e fallisce un’occasionissima. Errore imperdonabile.

JEREMY MENEZ 6.5 – Dopo ventidue minuti di totale anonimato, segna un gol di pregevole fattura e di fondamentale importanza. Disputa una buona seconda parte di primo tempo, caratterizzata da lampi e intuizioni importanti, prima di disputare una ripresa a corrente alternata. Luci e ombre.

FERNANDO TORRES 5 – Elegante ma per nulla incisivo. E’ questa la sintesi della prova del centravanti spagnolo, che non gioca di sponda, non difende palla, non fa salire la squadra, non fa sportellate con i difensori nerazzurri e non è mai presente in area, nei momenti decisivi della partita.

Dal 73′, KEISUKE HONDA 6 – Entra in campo con aggressività e determinazione, macina kilometri, salta più volte il dirimpettaio e propone qualche cross e qualche giocata interessante.

ALL.FILIPPO INZAGHI 5.5 – Propone un 4-4-2 che permette ai rossoneri di avere la meglio sulle fasce e di mettere in scena ripartenze fulminanti, ma sbaglia a dare fiducia a Torres, effettua cambi troppo tardivi e non bada alla fase di interdizione. Prima di sostituire Muntari e Fernando, aspetta troppo tempo. Intanto, l’Inter ne approfitta e trova il pareggio. Perché non partire con un 4-3-3 di movimento, con tanto di falso nueve, e con un incontrista in più? Perché non effettuare tutti i cambi a disposizione, con le giuste tempistiche, per cercare di gettare nella mischia forze fresche e di vincere la partita?

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