Il bilancio del mercato: il Milan funziona grazie ai parametri veri

E pensare che a giugno qualcuno dubitava di lui. Per l’ennesima volta però Adriano Galliani ha parlato con i fatti e per riprendere celebri citazioni estive, l’AD rossonero con dieci euro è riuscito a consumare una cena da cento. Già, il Milan funziona, lo ha dimostrato nelle gare contro Napoli e Roma, e se funziona è soprattutto grazie agli acquisti portati a Milanello nella scorsa finestra di mercato, ancora una volta low cost: quando le finanze sono scarse bisogna ingegnarsi e il “Condor” in questo è il numero uno. Facciamo quindi il punto, sei mesi dopo, del rendimento di ogni singolo.

Pare scontato iniziare parlando di Jeremy Menez: parametro zero voluto a tutti costi da mister Inzaghi, il francese si è da subito imposto come leader di questo nuovo Milan targato SuperPippo e, a suon di gol (e che gol), è entrato di diritto nel cuore dei tifosi, non facendo assolutamente rimpiangere la cessione di Mario Balotelli. Falso o vero nueve, chiamatelo come volete, l’ex PSG in attacco fa reparto da solo: l’hanno capito anche Pazzini e Torres, a causa sua rilegati in panchina. TOP.

Sempre a costo zero, anche Diego Lopez e Alex rientrano nel “colpaccio”. I due, nonostante lo scetticismo generale circa l’età e gli ingaggi, in questo scorcio di stagione hanno dimostrato di poter fare ancora la differenza in un campionato come quello italiano, anche se con qualche difficoltà in più rispetto al numero 7 rossonero: lo spagnolo, dopo l’esordio convincente con tanto di rigore parato, è incappato nello sventurato (ma irrilevante ai fini del risultato) incidente di Parma, compartecipando al rocambolesco autogol di De Sciglio. Dopo una breve sosta ai box però è ritornato in campo e presto ha confermato tutte le belle parole che il suo ex allenatore Carlo Ancelotti aveva speso per lui: l’ex Real è ancora un fuoriclasse. TOP. Il difensore brasiliano invece è uno degli inamovibili di Inzaghi sin dal suo arrivo, ma sono da tenere in considerazione anche i tre infortuni muscolari rimediati in meno di sei mesi di esperienza milanista. Indiscutibile sotto il profilo tecnico, non convince ancora sulle sue condizioni atletiche. Un fragile TOP.

Meno dubbi circondano invece l’”ultimo arrivato”: Giacomo Bonaventura, strappato ai cugini nerazzurri sul gong, sembra aver vinto definitivamente il ballottaggio con El Shaarawy che ha tormentato il tecnico milanista sin dala sfida del Tardini a Parma, la prima dal suo approdo. Jack ha dimostrato in poco tempo di potersi giocare le sue carte in un top club come il Milan e in particolare hanno sorpreso le sue qualità tecniche e la duttilità tattica. TOP.

Benino anche Pablo Armero: il colombiano inizialmente non convinceva mister Inzaghi nel ruolo di terzino, ma grazie alle copiose esigenze di infermeria ha avuto l’opportunità di mettere in mostra una buona corsa e una spiccata proposizione offensiva. In fase di copertura ha ancora molto da imparare, ma tutto sommato non ha fatto sentire la mancanza di Mattia De Sciglio, una delle delusioni di inizio stagione. Quasi TOP.

E a proposito di delusioni, è necessario aprire il capito Fernando Torres. El Nino, arrivato a Milano in pompa magna come il vero top player preso ad agosto da Adriano Galliani, oltre a costituire lo sforzo più oneroso per le casse rossonere (a causa del suo ingaggio), ha illuso i tifosi rossoneri siglando il gol del pareggio nell’insperata rimonta ad Empoli: con un tale gol da vero bomber d’area di rigore, pareva potersi riscattare dal disastroso biennio con il Chelsea. Queste sono rimaste speranze: lo spagnolo non ha più segnato da quella partita e ora si ritrova paradossalmente nella lista dei nomi in uscita. Tutta colpa sua? Il sistema di gioco del Milan non si sposa con le sue caratteristiche e di conseguenza fatica ad esprimersi. FLOP.

Più difficile giudicare gli altri tre arrivati in estate: Marco van Ginkel, Michael Agazzi e Michelangelo Albertazzi. Il centrocampista olandese, nelle rare occasioni che gli si sono presentate, ha mostrato buone qualità tecniche in mezzo al campo, ma i perenni guai fisici hanno impedito di capire il valore effettivo del giocatore. I due rimanenti non hanno ancora collezionato una presenza in competizioni ufficiali con la maglia del Milan. Senza voto. FLOP

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