Ancelotti: “Menez è quello che può fare la differenza. E’ vero, tornerei solo al Milan”

Carlo Ancelotti a tutto campo in collegamento con Studio Milan la trasmissione del lunedì sera di Milan Channel. L’allenatore del Real Madrid si è soffermato su tutti i temi dell’attualità rossonera, e non solo: “Vedo bene Pippo (Inzaghi, ndr), molto preso e applicato nel suo lavoro, come tutte le cose c’è grande entusiasmo all’inizio, poi si fa qualche errore e si impara a migliorare, però lo vedo carico”. E ancora: Il Milan si sta riproponendo piano piano, bisogna avere pazienza, è un ciclo nuovo che inizia con Pippo e dei giovani interessanti che devono crescere. Lui deve fare quello che sente, perché è lui che ha il compito di prendere le decisioni, è giusto ascoltare tutti, ma alla fine bisogna fare con la propria testa. Io personalmente ho preso molto da Sacchi, se Pippo ha preso qualcosa da me lo può aver preso riguardo la programmazione dell’allenamento non tanto sulla la tattica del gioco, perché quella dipende dalle caratteristiche dei giocatori che hai a disposizione”.

Quindi, più in generale, sul Milan: “Mi sembra che manchi un po’ di qualità nella costruzione del gioco, le cose con Montolivo andranno a migliorare parecchio, perché Essien e De Jong sono giocatori d’esperienza, ma non hanno le qualità a livello tecnico che può avere un Montolivo“. Su Silvio Berlusconi: “E’ sempre interessante parlare con il Presidente, ho sempre avuto un rapporto fantastico con lui, nonostante tutti dicessero che mi faceva le formazioni. Lui non mi ha mai criticato nei momenti di difficoltà, anzi magari qualche critica arrivava quando eravamo in testa alla classifica o dopo qualche vittoria in Champions ma per motivare. Tornare? A Milanello verrei anche domani ma c’è poco tempo purtroppo. E’ la verità che se tornassi in Italia tornerei solo al Milan”.

Poi sugli ultimi arrivati, vecchie conoscenze di Ancelotti. A partire da Fernando Torres: “Pippo deve valutare il rapporto diretto che ha con il giocatore e trovare le armi giuste per motivarlo e migliorarlo se le cose non stanno andando bene, lui è molto professionale e l’esclusione non lo fa abbattere, è molto equilibrato come ragazzo“. Quindi Diego Lopez: E’ un portiere che il Milan ha seguito per molto tempo, già quando dovevamo sostituire Dida. E’ molto affidabile con una serietà professionale di altissimo livello“. Su Alex pochi dubbi: “Quando sta bene è ancora uno dei migliori difensori al mondo“. Infine su Menez: “Ha giocato molte partite come punta centrale perché a Ibrahimovic piaceva avere un attaccante davanti di riferimento e lui lo faceva bene perché con la velocità che tiene è uno dei migliori per attaccare la profondità. E’ vero che ha sempre giocato sulla fascia però essendo più lontano dall’area non riesce a sfruttare questa rapidità e capacità di smarcarsi in profondità. Se trova l’ambiente giusto è uno che può fare la differenza. Ha un carattere particolare, è un ragazzo buono che non sempre riesce a trovare la motivazione giusta per rendere al meglio, avere un ambiente positivo lo aiuta e credo che al Milan l’abbia trovato. Le cose brillanti le deve fare vicino alla porta”.

Infine sul Real Madrid e le ambizioni europee: “E’ un periodo buono. Sono soddisfatto, però si sa com’è il calcio, in questo momento della stagione non si possono tirare i bilanci, bisogna stare concentrati perché il grosso arriverà tra marzo e aprile. Ora la squadra sta bene, possiamo fare una grande stagione come l’anno scorso ma stiamo coi piedi per terra. Sono un allenatore fortunato perché alleno una squadra fantastica, al di là della qualità è un gruppo molto professionale che accetta le mie decisioni. E’ stato più difficile assemblare Pirlo con Rui Costa, Seedorf e Rivaldo rispetto Isco James Rodriguez e Kroos perché era la prima volta all’epoca, si cambiava totalmente filosofia del gioco e loro erano giocatori con molta qualità e meno predisposizione difensiva. Quest’anno sono stato agevolato dall’anno scorso, perché la linea era già stata tracciata. Champions? Temo il Bayern Monaco perché è rimasta la stessa squadra dell’anno scorso, forte, precisa, ma temibile è anche il Barcellona perché rimane una squadra con un trio d’attacco pericoloso o il Chelsea che si è rafforzato parecchio”.

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