Ancora buone risposte in difesa

In una partita terminata con il punteggio di 4-2, non è certamente facile parlare di prestazioni brillanti da parte delle difese. Tuttavia, il bel successo di ieri del Milan sul Real Madrid ha messo in luce, o meglio, confermato, non solo il generale buon momento di forma della squadra, ma anche quello del reparto arretrato, soprattutto in alcuni suoi singoli.

D’altronde, subire due gol da una macchina da guerra come quella dei blancos (la cui media realizzativa è spaventosa, quattro reti a partita) non è poi un dato così negativo, considerando anche che una delle due marcature della squadra di Ancelotti è arrivata nei minuti finali, a risultato ormai abbondantemente acquisito, e da un rigore non proprio solare.

Se la retroguardia rossonera sembra essere tornata su livelli inimmaginabili soltanto fino a un mese fa, nonostante i continui infortuni, buona parte del merito va ascritta a quelli che prima venivano considerati come il punto debole della rosa di Inzaghi: i centrali di difesa. Nella sfida di Dubai, i titolari sono stati Mexes e Zapata, quest’ultimo sostituito da Alex all’intervallo.

Il francese, ormai non possiamo più nasconderlo, è diventato l’uomo in più di questo Milan. Dato da mesi sul piede di partenza, il numero 5 ha sfoderato, dopo l’eccelsa prova contro il Napoli e la conferma contro la Roma, un’altra prestazione da incorniciare contro l’attacco più forte del pianeta. Non ha sbagliato praticamente nulla, e gli attaccanti del Real se ne sono resi subito conto, evitando di passare dalle sue parti e preferendo agire nella zona presidiata da Zapata.

Il colombiano, infatti, pur disputando un primo tempo nel complesso sufficiente e confermandosi a livelli sicuramente migliori rispetto all’inizio di stagione, ha fatto vedere alcune indecisioni che, con buone probabilità, lo fanno slittare al quarto posto nella classifica del tecnico, alle spalle di Mexes, Rami e Alex. Sul gol non irresistibile di Cristiano Ronaldo, si divide le responsabilità con Diego Lopez, attuando una marcatura non proprio asfissiante sul fuoriclasse portoghese. Per il resto, comunque, mostra una buona condizione fisica e una certa attenzione in fase di anticipo e contenimento.

Lo spartito comincia a suonare ancora meglio nel secondo tempo, quando Zapata viene rilevato da Alex. Il centrale brasiliano, non ancora al top della condizione dopo l’infortunio, fa valere comunque tutta la sua stazza fisica e l’esperienza internazionale, fondamentale in match di questo tipo, anche se amichevoli. Lo dimostra subito, chiudendo, insieme all’insuperabile Mexes, la retroguardia milanista, e rendendo sterili e inefficaci le pur numerose offensive del Real.

Insomma, un 2014 iniziato malissimo si è chiuso in maniera abbastanza soddisfacente, ponendo le basi e le speranze per un 2015 di rinascita. E se le grandi squadre si costruiscono dalla difesa, anche se permane qualche svista, Inzaghi ha finalmente trovato quell’amalgama giusto per costruire le basi sulle quali innalzare un nuovo fortino rossonero.

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