El Shaarawy: “Il Milan, un sogno. Se penso solo al gol non segno più. La testa fa la differenza”

Per il Milan è uno dei protagonisti indiscussi, nel cuore della gente e nei pensieri del mercato. La scorsa estate Inzaghi ha progettato il 4-3-3 sui misura proprio per lui. Momento El Shaarawy, un anno difficile. Tra infortuni, presenze e le recenti esclusioni, il Faraone ha raccontato il suo mondo rossonero in un’intervista concessa al mensile ufficiale “Forza Milan!“.

Sul Milan: “Io sono milanista da sempre, l’esordio a San Siro è stata un’emozione davvero pazzesca. Vestire questa maglia è il sogno della mia vita. La cosa che più mi ha colpito la prima volta che sono arrivato è stata l’organizzazione generale della società e la disponibilità da parte di tutti i dipendenti. Ricordo bene le parole di Gattuso non appena ho messo piede a Milanello: ‘Tu devi solo giocare a calcio, per il resto qui non ti mancherà mai niente’. Aveva perfettamente ragione: sotto questo aspetto il club è eccezionale“.

Il gol, questo sconosciuto…: “Alla fine uno ci pensa, è inevitabile. Quando entri in quel giro segnare si complica maggiormente e rischi di essere condizionato psicologicamente. Quando riesci a sbloccarti acquisti fiducia e dopo scendi in campo più tranquillo. Il gol per un attaccante è fondamentale. Nel tempo si sono formati riti e scaramanzie quasi inconsce: quando ho realizzato 16 gol facevo delle cose che ripetevo prima di ogni gara, mi davano sicurezza”.

Questo è, e forse manca, il fattore decisivo per fare la differenza secondo il Faraone: “Secondo me se hai la mente libera da qualsiasi pensiero sicuramente riesci a rendere il doppio, perché la testa comanda sul resto del corpo. Quanto conta? Tutto. Se riesci ad essere sereno, le gambe poi vanno dietro“.

Infine: “Da bambino ricordo soprattutto alla figurina di Kakà, il motivo è semplice: è sempre stato il mio idolo. Tempo libero? Sono un appassionato di biliardo, ma non l’ho a casa e quindi ne occupo abitualmente uno a Milanello. Natale? A tavola in genere mi contengo, però per il 25 dicembre si può fare un’eccezione. Tanto il giorno dopo si corre…“.

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