Mi-Tomorrow, nuovo stadio: quanto di vero? I primi riscontri

Quel che è certo è che si chiamerà Emirates e che verrà costruito sul modello di Bayern, Arsenal e Juventus. Parliamo del Milan, che entro il 2020 dovrebbe avere il suo nuovo stadio di proprietà, seguendo così le orme delle squadre che già possiedono un loro impianto. Stando a quanto rivelato (pur a mezza bocca) dall’ad rossonera Barbara Berlusconi, poco più che una settimana fa, sarebbe stato raggiunto un accordo di massima con la Fondazione Fiera, che permetterà alla società di via Aldo Rossi di iniziare i lavori di costruzione nel 2016.

Il nuovo impianto dovrebbe sorgere nell’area del Portello, di fronte a Casa Milan, con una capienza di 42mila spettatori su 60mila metri quadri: praticamente la metà dell’attuale Meazza. Sarà costruito scavando fino a 15 metri sotto terra per adeguarsi ai vincoli urbanistici, oltre ad essere insonorizzato per convogliare sugli spalti l’effetto acustico. Verrebbe, infatti, costruito un vero e proprio “catino”, grazie ad una serie di pannelli fonoassorbenti progettati da Fabio Novembre, il designer pupillo di Casa Milan che ha disegnato anche il discusso nuovo logo rossonero, che spingerà tutti i suoni sulle tribune. Prevista, poi, una distanza all’inglese – ovvero il “nulla” – tra prato verde e prime file delle tribune.

Le innovazioni previste (e l’accordo commerciale appena rinnovato) avrebbero spinto Emirates a contribuire economicamente anche per lo stadio. Per cui il nome è già pronto. Il Milan valorizzerà l’area del Portello dopo aver risposto alla gara di appalto per la riqualificazione dell’ex fiera campionaria, bandito da Fondazione Fiera Milano, con una manifestazione di interesse da 100 milioni di euro per cinque anni. Il “Quartiere Milan”, con la sede rossonera praticamente a fianco dello stadio, secondo l’accordo ormai in tasca nascerà formalmente nei primi mesi del 2015, dopo la chiusura del bando il 15 gennaio.

Se non ci saranno intoppi burocratici, la zona verra ulteriormente riqualificata rendendo utilizzabile anche il sottopasso di via Gattamelata, tunnel fantasma da 200 milioni di euro mai inaugurato, oltre alla futura stazione metropolitana della linea 5. I padiglioni dell’ex fiera su cui sorgerà la nuova casa del Diavolo saranno sicuramente l’1 e il 2, con la possibilità di inglobare anche il 3 e il 4 fino al nuovo Mico, il centro congressi. Il Comune ha espresso parere favorevole e di fatto, in questa maniera, il Milan non comprerebbe i terreni dell’area, che rimarrebbero di proprietà della Fondazione, la quale, invece, entrerebbe a pieno titolo nel progetto, anche dopo la sua realizzazione.

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