Terzo posto, dieci sorelle in sette punti: adesso sarà gran bagarre

Se la corsa al terzo posto fosse un film, in questo momento del campionato sarebbe “Tutti dentro”, celebre pellicola poliziesca degli anni ’80 con Alberto Sordi. Sì, perché il terzo posto è lì, a portata di praticamente di mezza Serie A che già sogna, si sfrega le mani, sente la musichetta della Champions League in sottofondo. Ma analizziamo la classifica per capire meglio.

Se il campionato finisse oggi, per via di una mini classifica avulsa ai playoff di Champions League andrebbe la Lazio. La squadra di Pioli, dopo una partenza a rilento, ha messa la quinta e anche ieri sera a San Siro contro l’Inter ha dimostrato di meritare la posizione di classifica e i 27 punti che si ritrova. A pari merito con i biancocelesti ci sono poi Sampdoria e Napoli, con ambizioni e sensazioni diverse: difficile che i liguri continuino con questo andamento dopo il mercato di gennaio, più probabile invece che i partenopei diventino la vera antagonista al terzo posto. Staccato di un punto c’è il Genoa, che dopo l’entusiasmo per le vittoria che Juventus e Milan adesso sta rallentando. Inevitabile, la classifica per la squadra di Gasperini è già oro che cola.

Poi arriva il Milan: 25 punti e tanti buoni propositi per il nuovo anno. Era vero il Milan visto a Roma contro la seconda della classe? Quesito al quale solo il tempo saprà darci una risposta. A meno uno dai rossoneri, la Fiorentina di Montella non riesce a spiccare il volo: anche contro l’Empoli, in casa, è stata l’ennesima occasione sprecata per avvicinarsi al terzo posto. A quota 22 punti troviamo, ancora, Udinese e Palermo: per loro l’Europa sarebbe un sogno, ma al momento meglio puntare alla salvezza. Chi invece ha ambizioni europee è l’Inter, che con 21 punti e l’arrivo di Mancini spera sempre in una rincorsa Champions. Ultima delle dieci sorelle è il Sassuolo, che a sette lunghezza del terzetto di testa forse in questo momento si guarda più dietro che davanti.

Dieci squadre in sette punti, la corsa al terzo posto rimane un sogno per tutti e un obiettivo per alcune. Sarà un Natale all’insegna dei colpi di mercato e delle preghiere, perché sognare l’Europa che conta, dopo sedici partite, è lecito.

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