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Da Balotelli “mela marcia” a Zoff, quante smentite dal Cavaliere


Sul web c’è chi ormai ci scherza. Anzi, c’è proprio chi ha costruito fortune divagando sulle proverbiali smentite di Silvio Berlusconi. In tanti anni, non solo parlando di Milan, il Cavaliere ha abituato il pubblico a sentire affermazioni e subito dopo precisazioni del tipo “mai detto”.

Durante quest’ultima settimana, ad esempio, è successo almeno due volte che il patron rossonero sia dovuto intervenire, direttamente o indirettamente, per precisare le sue stesse parole. La prima circostanza, quella della “situazione inaccettabile” riferita alla gestione della squadra dopo la sconfitta contro l’Atalanta, ha scatenato dietrologie e ricostruzioni al limite della fantascienza. Soprattutto perché la fonte di quelle parole attribuite a Berlusconi è più che autorevole: l’agenzia Ansa, tra le più prestigiose nel mondo. La seconda smentita della settimana, invece, è arrivata dopo che il Secolo XIX, altro quotidiano non proprio di primo pelo, ha titolato in prima pagina “Silvio avvisa i figli: venderò il Milan”. Immediata, però, la smentita: “Nonostante le numerose smentite, tornano a circolare, in maniera ricorrente, indiscrezioni su un’eventuale vendita del Milan”.

Negli anni non si contano ormai episodi analoghi. Clamoroso, ad esempio, fu quando in diretta televisiva su Antenna 3, nel gennaio 2013, Berlusconi, pungolato da Fabio Ravezzani, definì “mela marcia Mario Balotelli, salvo poi annunciarne l’acquisto qualche giorno più tardi e, dulcis in fundo, smentire di aver pronunciato quelle parole, nonostante il web sia ricco di filmati.

Oppure la telenovela con Massimiliano Allegri, a più riprese definito un testardo che “no el capisse un casso” (parole pronunciate ad un incontro pubblico in Veneto), prontamente smentite. Ma ancora più sorprendente fu la lettera inviata nel maggio 2014 al Processo di Biscardi, letta dal conduttore in diretta televisiva, sempre in merito al rapporto con Allegri, e poi negata tramite l’ufficio stampa del Milan poche ore dopo.

Andando a ritroso, nel 2010 ci fu pure lo scontro con Leonardo. “E’ stato troppo testardo, la squadra ha giocato male, anche se è una brava persona e un bravo allenatore”, affermò il Cavaliere, all’epoca ancora a Palazzo Chigi. E Adriano Galliani si trovò in condizione di vestire i panni del pompiere: “E’ impossibile che Berlusconi abbia fatto queste dichiarazioni”, ha detto Galliani. Ma Leonardo fece le valigie, attaccò il padrone in conferenza stampa e salutò tutti.

E che dire della querelle con Dino Zoff dopo la finale europea persa dall’Italia nel 2000 contro la Francia. Berlusconi definì una “cosa indegna” non aver fatto marcare Zidane. L’allora ct si offese e se andò. Pochi mesi fa il finto Zoff, a Radio 24, dialoga al telefono col Cavaliere che dice: “Non ho mai definito indegno nessuno in vita mia! Non ho mai usato una parola del genere nei confronti di nessuno”.

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