milan lazio - Rossoneri fuori anche dalla coppa

E’ una presa in giro


Altro giro altro regalo. Ormai sulla giostra rossonera salgono e vincono quasi tutti. San Siro è diventato terra di conquista, e dopo il Sassuolo e l’Atalanta in campionato è toccato alla Lazio poter banchettare sul campo del Meazza. Rigore di Biglia nel primo tempo e Milan che saluta l’ultimo obiettivo stagionale, la coppa Italia che poteva essere una porta per l’Europa League.

Terza sconfitta consecutiva tra le mura amiche, quarta nelle sei partite di questo 2015 (considerando coppa e campionato) che continua a rivelarsi sempre più disastroso. La società a fine gara ha confermato Inzaghi che durante il match è sembrato tesissimo, con la pressione di chi sapeva che poteva essere decisiva. Rispetto alla debacle dell’Olimpico di quattro giorni fa oggi la squadra ha dimostrato un minimo di orgoglio in più, una timida reazione allo svantaggio si è intravista anche se, a onor del vero, la Lazio è rimasta in 10 a fine primo tempo per il rosso a Cana e nella ripresa, pur giocando tutta dietro, non ha sofferto più di tanto e ha avuto l’occasione più nitida per segnare, Keita che ha colpito il palo.

Inutile recriminare sul rigore di ingenuo di Albertazzi (male il suo debutto stagionale) o sui due gol annullati a Pazzini e Cerci perché le decisioni arbitrali sono state azzeccate. A San Siro è andato in scena il secondo round, ancora una volta ne è uscito vincitore Pioli. La differenza era netta, tra una squadra compatta, organizzata e con un’idea di gioco, la Lazio, e l’altra che aveva una manovra quasi casuale e sperava in un lampo del suo talento migliore, Menez. Probabilmente il pareggio ci poteva anche stare ma i biancocelesti non hanno rubato niente e accedono giustamente in semifinale. Quello che è disarmante è al facilità con cui le squadre vengono a San Siro per imporre il gioco, sapendo che uscire con i 3 punti non è più un tabù, non è più un’impresa, ma è diventata quasi la normalità. Anche ieri sera è stata una presa in giro difficilmente accettabile.

Infatti molti tifosi hanno preferito stare a casa, gli spalti vuoti hanno aumentato quel velo di tristezza e delusione per una grande squadra in decadenza. Uno stadio praticamente a porte chiuse, con solo alcuni membri della curva che hanno pesantemente contestato Galliani e difeso senza dubbi l’allenatore.  Una cornice spettrale che non ha di certo aiutato i giocatori, già impauriti e spaesati. La propria squadra del cuore bisognerebbe sempre seguirla e sostenerla, soprattutto nei momenti bui come questo, ma per molti tifosi è diventata un a questione di principio, si sentono defraudati di un loro gioiello, che fino a qualche anno fa luccicava splendente e adesso è ricoperto da uno strato di polvere che sembra impossibile da togliere. Chissà se Bocchetti e forse Destro serviranno per riemergere, intanto quel ‘torneremo il Milan di un tempo’ pronunciato da Pippo , è rimasto l’unico appiglio a cui aggrapparsi.

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