Mexes resta un grande rimpianto

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Lino Dimitri è giornalista pubblicista dal 2012. Redattore di SpazioMilan.it dal settembre 2011: è sua la firma nell’editoriale del sabato. Lavora nella redazione di LecceNews24.it occupandosi di cronaca, politica, eventi e sport e collabora con news.superscommesse.it. In passato ha collaborato con Bordocampo.net, Sportmain.it e calciomessina.it.

Accade anche questo in una stagione così strampalata. Accade che chi quest’estate era fuori dal progetto, quasi fuori rosa, considerato come un epurato, a Marzo si riveli il calciatore simbolo di questa squadra. Il Milan delle ultime due uscite casalinghe consecutive ha il volto di Philippe Mexes. Rigore procurato e gol causato contro il Verona, rete spettacolare che riporta in vantaggio la squadra ieri sera contro il Cagliari. Una prova convincente in generale a guidare una difesa con mille ambiguità.

Il francese, in alcuni frangenti delle ultime gare dei rossoneri, è sembrato essere il calciatore con più furore, con più carattere, con più personalità, l’unico che riesce davvero a trascinare squadra e compagni. Al netto dei suoi consueti e, purtroppo, frequenti cali di tensione e concentrazione, sicuramente il difensore più dotato tecnicamente del Milan. Su questo dubbi non ce ne sono mai stati, mentre dal punto di vista caratteriale, fa specie pensare che uno sicuro di partire in estate, sudi e lotti la maglia come pochi altri tra i suoi compagni.

Ora, diciamoci la verità. Nell’ormai lontano 2011, Philippe Mexes fu preso (anche se infortunato gravemente e a parametro zero) con aspettative e prospettive di altissimo livello. Doveva essere il candidato numero uno per raccogliere la pesantissima eredità di uno come Sandro Nesta. Previsione sicuramente un po’ troppo ambiziosa, ma da uno a cui paghi 4 milioni di euro all’anno di ingaggio, ti aspetti molto di più di quello che in realtà effettivamente ha dato. Sprazzi di luce, contrapposti a lunghi periodi di follie e leggerezze incredibili. Non resta che il rammarico, dunque, pensando a quello che il transalpino avrebbe potuto, ma non è riuscito a dare.