SM ESCLUSIVO/ Fabio Ravezzani: “Difficile prevedere il futuro del Milan. Inzaghi? Destino segnato”

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Una settimana tormentata, fra vicissitudini societarie e una trasferta, quella di Firenze, che odora già di sconfitta. E’ questo il Milan a metà marzo, ridotto in fin di vita da un 2015 disastroso sotto ogni punto di vista. Abbiamo provato a fare il punto in casa Milan con Fabio Ravezzani, giornalista e direttore del gruppo Mediapason.

Fra Mister Bee e Mister Pink, quale sarà il futuro del Milan?
“Difficile dire quale sia il futuro. E’ una situazione talmente vaga e incomprensibile che qualunque tipo di previsione sembra azzardata. Si sta giocando una partita e anche Berlusconi oramai lascia uscire ciò che preferisce, in ballo ci sono molti milioni di euro. Dire che il Milan sia venduto o ci sono accordi è prematuro, al tifosi si possono solo dire ipotesi e previsioni, non ci sono certezze”.

Proprio lei ha rilanciato l’indiscrezione secondo la quale Berlusconi voglia vendere quote di minoranza e provare la via dell’azionariato popolare: ipotesi realizzabile?
“Io so con certezza, senza possibilità di essere smentito, che circa due settimane fa Berlusconi ha confidato questa ipotesi: vendere una quota di minoranza, intorno al 20-25%, e poi provare l’azionariato popolare. Ma la pista non è così facile: vorrebbe dire che vengano sottoscritte quote pari a 100.000 tifosi che spendono 1000 euro per il Milan. E’ un’ipotesi forse troppo ottimistica e per adesso conviene andarci piano”.

Berlusconi diserta ancora Milanello e c’è la Fiorentina alle porte: il destino di Inzaghi è segnato?
“Berlusconi ha deciso di non esonerarlo avendo capito che oramai non ci sono più traguardi da raggiungere. Però è emblematico il silenzio assordante nel quale si muove Inzaghi. Siamo alla vigilia di una partita importante, ma importante per chi o per cosa? Oramai il Milan è segnato”.

Chi potrebbe essere il nuovo tecnico del Milan?
“L’unica notizia certa è che l’intenzione di Berlusconi è quella di spendere anzitutto per l’allenatore, cioè l’opposto di quello che è stato fatto fino ad ora. Individuarlo, ora, diventa difficile. Bisogna anche capire chi voglia allenare questo Milan: Montello vorrebbe lasciare la Fiorentina per arrivare al Milan? Il tecnico della Viola è un’opzione, ma come Conte sul quale però ho dei dubbi. Il Milan dovrebbe portarsi in casa un tecnico che sappia gestire anche situazioni difficili, Berlusconi e Galliani non sarebbero adatti con Conte, mi sembra poco propenso ad accettare compromessi. Al Milan serve un allenatore di buon senso, forse più anziano. Secondo me, ma lo penso solo io, l’ideale sarebbe Ventura del Torino”.

Ancelotti al Milan come Mancini per l’Inter?
“Non penso sia irrealizzabile solo sotto l’aspetto economico, ma credo che anche certi ritorni forse non siano sempre positivi. Lo dimostra anche Mancini all’Inter: Ancelotti non fa beneficenza, non penso verrà al Milan per allenare la squadra attuale quindi non sarebbe la soluzione ideale”.