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CHIAVE TATTICA/ Perché cambiare strategia nella ripresa?

A seguito di una prestazione altalenante e non (del tutto) soddisfacente, in occasione del derby, valido per la trentunesima giornata di campionato, il Milan non va oltre lo zero a zero, raccoglie il secondo pareggio consecutivo e non riesce ad avvicinarsi alla zona Europa League. Zona Europa League che, con il trascorrere delle giornate, è sempre più lontana.

PRIMO TEMPO OK – In campo con un 4-3-3 solido ed equilibrato, con Menez falsa prima punta e con Suso e Bonaventura che ripiegano con regolarità, nella prima frazione di gioco, il Milan non concede palle gol, riesce a risultare corto e compatto, ha la meglio sulle corsie laterali, fa un discreto filtro in mediana, grazie al lavoro di Poli e De Jong, recupera un buon numero di palloni, impedisce all’Inter di costruire occasioni e, in contropiede, ha la possibilità di rendersi pericoloso e di andare in gol. Insomma, nel primo tempo, il Milan disputa una prova nel complesso discreta e potrebbe meritare di andare in vantaggio.

RIPRESA DA DIMENTICARE – Nel secondo tempo, invece di riproporre i tatticismi messi in scena con successo nei primi quarantacinque minuti, Inzaghi decide di cambiare assetto e di cercare di fare la partita, presentando un Milan lungo e sbilanciato e correndo il rischio di perdere una gara che, nel primo tempo, si era messa sui binari giusti. Agli interni di centrocampo, che nella prima frazione di gioco erano stati bloccati e avevano interdetto con efficacia, viene ordinato di alzarsi e di cercare di attaccare. In questo modo, i nerazzurri possono arginare le trame dei rossoneri e possono usufruire di spazi a centrocampo e tra le linee. Oltretutto, l’ingresso di Cerci e Destro, per nulla utili e funzionali, non fa che peggiorare la situazione. Per fortuna dei rossoneri, però, gli uomini di Mancini non trovano il gol e la partita termina zero a zero.

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INZAGHI SBAGLIA ANCORAInzaghi ha il demerito di non capire quanto l’Inter, nel primo tempo, fosse in difficoltà e di non comprendere di dovere scendere in campo, nella ripresa, con i tatticismi messi in mostra in apertura. Errori gravi. Nel secondo tempo, con Poli e Van Ginkel alti (e non più bassi e accorti in fase difensiva), il Milan soffre a dismisura, non riesce a rendersi pericoloso e viene surclassato in mediana. Dal canto loro, i nerazzurri riprendono le chiavi dell’incontro e hanno la possibilità di vincere con tranquillità e facilità.