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Crespo: “Sono stato vicino al Milan, Seedorf mi voleva come allenatore. Destro? E’ difficile adattarsi”

Una sola stagione, ma tanti ricordi indelebili. Hernan Crespo, intervistato da Tuttosport, torna a parlare di Milan. Su Filippo Inzaghi: “Quando ti viene proposto il Milan, non puoi dire di no. Adesso la situazione non è delle migliori, però se fossi stato nei suoi panni avrei fatto la stessa scelta. Il lavoro di Pippo? Non è semplice parlare del suo lavoro in questo momento. Quando la società lo ha scelto, penso che fosse consapevole delle difficoltà che avrebbe potuto incontrare. Adesso sta a loro trovare il modo di cambiare rotta”.

Poi l’ammissione: Sono stato vicinissimo al ritorno al Milan. Mi aveva contattato Seedorf per collaborare con lui. Dopo averci pensato, ho detto di si. Poi Clarence è stato esonerato e non si è fatto nulla. Avrei fatto parte del suo staff come allenatore in seconda”. Su suo futuro: “Se accetterei di guidare la prima squadra del Parma? Certo, ma sono un professionista e guarderò tutte le occasioni che si potranno presentare. Valuterò il progetto e poi prenderò la mia decisione. Il mio obiettivo è quello di fare l’allenatore. Per chi ha avuto esperienze nel calcio ad alti livelli, un anno di Primavera basta come palestra”.

Mentre su Destro: “Io ero arrivato in estate in una squadra consapevole dei propri mezzi e che aveva appena vinto lo scudetto ed il mio inserimento fu più semplice. In un periodo di grandi cambiamenti in panchina, è difficile, per un giocatore come Destro, adattarsi subito e fare bene. Però stiamo parlando di un giocatore di primissima fascia. Icardi e Destro vanno di pari passo con le necessità del campionato italiano. Credo che entrambi abbiano bruciato le tappe in maniera molto rapide. Qualche anno fa, prima di arrivare nei top club italiani, dovevi fare molta più gavetta. Le big adesso cercano dei futuri grandi giocatori. Ora serve maggior pazienza. Penso che sono a metà del loro processo di maturazione”.

Nota lieta Menez: “Prima o poi doveva succedere. Lo avevo visto al Psg e si vedeva che era un giocatore maturato rispetto a quando era alla Roma. Gli mancava solo la continuità in zona gol”.