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Con l’Inter Pippo torna alle origini: giusto rispolverare il falso nueve?

Sale la temperatura in vista del derby di Milano e, tra le indiscrezioni della vigilia, acquista sempre più credito l’opzione di un Milan con il falso nueve e con tutte le variazioni tattiche che ne conseguono. Destro non è al massimo ma è comunque a disposizione, mentre Pazzini, perlomeno nella gestione Inzaghi, non è mai stato considerato alla stregua di un titolare. L’opzione del modulo di inizio stagione sembra però essere prima di tutto la scelta di Pippo che, di fronte alla battaglia più importante della sua ancora breve carriera, sceglie di combattere con i propri uomini e con le proprie idee.

Qualche interrogativo è però d’obbligo, soprattutto se la scelta comporta l’abbandono di una formazione che ha permesso di conquistare 7 dei 9 punti a disposizione contro Cagliari, Palermo e Sampdoria. Riportare Menez al centro dell’attacco significa escludere Destro che, seppure poco incisivo in zona gol, garantisce alla squadra maggiore profondità rispetto al francese, più avvezzo a svariare con la palla tra i piedi. Almeno sulla carta, si prospetta una gara più accorta, con una difesa non troppo alta come quella che possono garantire Paletta e Mexes, efficaci soprattutto senza campo da proteggere alle proprie spalle. L’obiettivo da leggere tra le righe potrebbe essere quello di colpire l’Inter, probabilmente molto offensiva anche a causa delle assenze, con l’arma del contropiede.

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Una lettura tattica razionale e realista, anche se è lecito chiedersi se la scelta di Honda sia la più opportuna per sfruttare il campo in velocità. Il giapponese, tra l’altro al rientro dall’infortunio che lo ha tenuto ai box, interpreta il ruolo di esterno offensivo soprattutto con il pallone tra i piedi, garantendo attenzione in ripiegamento ma poca profondità in ripartenza. Al tempo stesso, ci si può domandare se inserire Poli possa davvero migliorare la qualità di un centrocampo che, nelle ultime settimane, sembrava cominciare a trovare una quadra. Tutte domande, lecite come le convinzioni di Inzaghi, a cui solo il triplice fischio del derby di stasera potrà dare risposta.