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Difesa più sicura ma “bassa”: una piccola modifica può cambiare il finale di stagione. Ecco quale

Che sia stato per l’infinita serie di infortuni, per gli acquisti del mercato di gennaio o per semplici scelte tecniche, la difesa del Milan sembra aver trovato un minimo di continuità e affidabilità. Non siamo ancora di fronte a un fortino inespugnabile, che probabilmente non si potrà mai apprezzare nella stagione in corso, ma le ultime due vittorie coincidono con la conferma dello stesso quartetto difensivo. Risultato? Due gol subiti, di cui uno su rigore, e qualche patema in meno ad ogni folata offensiva degli avversari, per una maggiore solidità di squadra quanto mai fondamentale.

Dopo diversi esperimenti attraverso i meandri della rosa a disposizione, Filippo Inzaghi sembra aver trovato nella coppia Mexes-Paletta il punto fermo della difesa rossonera, che probabilmente verrà riproposto anche nel match contro la Sampdoria. Una scelta che ha già fatto sedere in panchina Alex e Zapata, in nome di quella continuità tanto invocata e mai raggiunta nella prima parte di stagione. Anche il rientro di Rami, in questo senso, non dovrebbe sconvolgere gli equilibri del cuore della difesa che, ancor più di altri ruoli, richiede automatismi, affinità e rodaggio. L’importante, come sempre quando si parla di scelte tattiche, è che la qualità della rosa, compresa quella dei lungodegenti al rientro, non venga sacrificata in nome di una continuità rigida e immutabile.

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Mexes e Paletta sono giocatori dalle caratteristiche tecniche e fisiche simili. Stazza imponente, abilità nel gioco aereo, senso della posizione ed esperienza, che fanno da contraltare alla poca velocità e alla scarsa predisposizione a giocare in campo aperto. Il risultato è una squadra con le spalle coperte ma il baricentro basso, che solo raramente riesce a recuperare il pallone nella metà campo avversaria e a sorprendere gli avversari in fuorigioco. In quest’ottica, l’innesto di Zapata, difensore con limiti di impostazione ma veloce e coraggioso, potrebbe essere la mossa vincente per tenere la squadra più alta, migliorando la qualità di un gioco ancora in fase di evoluzione.