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“Non ci resta che piangere”: un derby decisivo per le sorti di Pippo

La programmazione di una società -è evidente- non può dipendere da una singola partita ma, nel caso si tratti di un derby, può forse trasformare spostare gli equilibri di qualche scelta. È ciò che è accaduto in casa Milan, perlomeno a livello di dichiarazioni, se si pensa alle parole dell’AD rossonero riguardo il futuro di Filippo Inzaghi. L’eloquente “Sono certo che farà bene e che resterà anche l’anno prossimo” si è trasformato in un “Non ci resta che piangere” che, dalla bocca di Adriano Galliani, ha un valore tutt’altro che trascurabile.

Il pareggio a rete inviolate e le dichiarazioni di fine gara non possono nascondere almeno 60 minuti di sofferenza di una serata in cui, per i tifosi milanisti, l’unica consolazione è ritrovarsi ancora i cugini alle spalle. Per il resto, non hanno convinto l’ennesimo atteggiamento attendista, con un approccio alla gara rinunciatario, e un gioco che non sembra avere ancora trovato un’identità definita. Troppo poco accontentarsi di un Diego Lopez migliore in campo per quella che doveva essere la gara “Per uscire dalla crisi”, come spiegava Berlusconi durante la visita della vigilia.

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Se i progressi stentano a venire a galla, non va trascurata la frase di Adriano Galliani, per quanto pronunciata a caldo, poco dopo la fine della partita e lontano dai microfoni televisivi. Spesso le parole, i sussurri e gli umori del dopo gara possono far trasparire uno scorcio di realtà più ampie rispetto alle dichiarazioni programmate e ponderate. Se settimana scorsa Inzaghi sembrava più vicino alla riconferma, insomma, dopo il derby sembra più lontano dalla panchina rossonera. Senza dimenticare le vicende societarie che, sullo sfondo, saranno probabilmente decisive anche per la questione tecnica.