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Rami ci crede: “Al Milan il più a lungo possibile. Torneremo a vincere. In campo faccio la guerra

La storia di Adil Rami sembra una favola, a lieto fine anche se ancora da scrivere fino in fondo. Il difensore del Milan, intervistato dal settimanale “Chi”, ha raccontato il suo passato più nascosto e analizzato il presente rossonero. Queste le sue dichiarazioni.

Dalla frutta al Milan: “A differenza di altri calciatori so cosa significa lavorare, perciò sono più tranquillo. Nella mia vita ho scaricato cassette di frutta e verdura al mercato per meno di 30 euro al giorno, ho fatto lo spazzino, il parcheggiatore, ho servito champagne e pulito graffiti. Anche se nel gioco nel Milan rimarrà sempre uno del “ghetto”, devo sempre ricordare le mie origini. La mia fidanzata (Sidonie, presto si sposeranno) lo sa e quando siamo in vacanza mi concede di stare cinque giorni con i miei amici d’infanzia di Frejus, quelli che mi hanno aiutato a formare il carattere“.

L’infanzia: “I bambini sono il nostro futuro e noi dobbiamo custodire i loro sogni. Quando avevo 13 anni io e i miei amici cercavamo sempre un motivo per uscire dal quartiere, per vedere il mondo fuori. Un giorno andammo a Monaco a vedere gli allenamenti della squadra di calcio: quei giocatori, visti da vicino, mi sembravano eroi. E ho desiderato diventare come loro“.

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L’inizio della carriera: “Ho avuto tardi la mia grande occasione, ma l’ho sfruttata bene: dopo il mio debutto in Prima squadra al Lille sono stato subito ingaggiato. Quando ho visto la cifra del contratto mi sono spaventato: otto mesi prima aggiustavo macchine nel mio quartiere, da quel giorno avrei potuto vivere di calcio“.

La famiglia: “Spero di vederla felice dopo le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare. E poi di soddisfare la mia fidanzata e avere quattro figli“.

Rami da battaglia: “In ogni squadra c’è bisogno di tecnica, invenzione, ma anche di due o tre giocatori che vadano a fare la ‘guerra’. Ecco, io sono uno di questi“.

Sul futuro: “Sono legato al Milan fino al 2017 e spero di restarci il più a lungo possibile. Torneremo a vincere, anche se dipende da molte cose: non solo da me“.