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Sacchi: “Conte è un maestro, il migliore in Italia. Sarri e Mihajlovic allenatori ottimisti. Sugli ultras…”

Queste le dichiarazioni rilasciate da Arrigo Sacchi a Milan Channel, nel corso di “Terza Pagina” e nel giorno del suo 69esimo compleanno.

Dalla Serie A ai suoi allenatori: “In Italia si sta verificando una cosa strana. Noi da sempre siamo un campionato di pessimismo, con poca conoscienza culturale: basta vincere, ma una vittoria senza merito non è una vittoria; lo dicevo anche nei 4 anni in cui sono stato responsabile delle Nazionali giovanili italiane. Bisogna essere protagonisti in campo, da comprirìmari non si migliora come si deve. I tifosi vogliono vedere la bellezza di questo sport. Finché non capiremo questo non andremo avanti. Van Basten me lo chiedeva sempre: perché gli altri devono vincere e invece noi vincere e convincere giocando bene? E Costacurta mi disse: ci hanno copiato in tutto il mondo, tranne che in Serie A. Ma la cosa strana è questa: c’è una serie di allenatori ottimisti, si giocano la partita. Ci vuole più coraggio in panchina, in un ambiente poco paziente e così maleducato. Penso a Sarri, Di Francesco, Zeman, Benitez. Mihajlovic, Gasperini: si giocano tutta la gara a tutto campo, guardando negli occhi avversari. Questa è la filosofia giusta“.

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Su Conte: “Nel calcio ci sono tante tipologie di allenatori: un gruppo di geni della tattica e del gioco, poi ci sono molti orecchianti che copiano le mode del momento con scarsa conoscienza; poi ancora quelli legati al passato senza una precisa ideologia. Conte è un maestro, è un direttore d’orchestra. In Nazionale ha il problema del tempo, adesso deve essere bravo a sintetizzare e soprattutto scegliere fin da subito i giocatori migliori per il suo calcio. Conte è senza dubbio il miglior allenatore che c’è in Italia, lo ha dimostrato ampiamente“.

I top 3 in panchina nel mondo: “I 3 allenatori più famosi del mondo sono tutti diversi tra loro: Guardiola è il più fantasiosa, ha più conoscenze e fa giocare la sua squadra in maniera armoniosa, ma non ha la capacità di manipolarla come ce l’ha Ancelotti: a Carlo potresti dargli 11 portieri e lui ti costruisce qualcosa di positivo; infine Mourinho è capace di tirar fuori tutte le risorse di un giocatore. Oggi abbiamo bisogno di un clima diverso: finché gli stadi saranno in mano agli ultras maleducati non avremo il giusto futuro“.