Conte è il vero obiettivo per la panchina. Con lui cinque colpi sul mercato

Conte è il vero obiettivo per la panchina. Con lui cinque colpi sul mercato


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La “finestra” rossonera su Antonio Conte aperta per la prima volta ieri dalla Gazzetta è quella porta che da questo spazio vi abbiamo spalancato ormai sei mesi fa. Anche quest’anno, come lo scorso con Inzaghi, vi abbiamo annunciato in anteprima assoluta il desiderio del Milan per la panchina della stagione ventura. Un desiderio molto difficile da realizzare, al quale Galliani sta lavorando da molto tempo. L’ad rossonero, con il benestare del presidente, ha pensato che la strategia giusta sia quella di affidare una squadra buona, non certo eccelsa, a un allenatore bravo, esperto, che sia in grado di riportare a Milanello la cultura del lavoro e del sacrificio. Soldi per rifare subito una grande squadra non ci sono e allora meglio investire su un “fuoriclasse della panchina” per valorizzare al meglio la rosa. Si pensa che Conte sia l’uomo giusto. E gli si sottopone un contratto triennale da 3,5 milioni a stagione, praticamente quello che gli resta da prendere in nazionale moltiplicato per 3. L’aspetto economico è determinante, ma Conte è attirato dal fatto di tornare a lavorare sul campo quotidianamente. La sfida lo stimola e la voglia di rivalsa nei confronti della Juve anche. Dopo il doppio impegno azzurro dei primi di giugno Conte metterà in atto una exit strategy, già tratteggiata proprio ieri dalla Gazzetta e figlia di un procedimento penale che, a suo dire, mal si concilierebbe con l’impegno in Federcalcio. Insomma in qualche modo Conte si libererà dalla nazionale, come vi abbiamo detto da gennaio, mese in cui il Milan, per ammissione dello stesso Tavecchio, chiese alla Figc la possibilità del doppio ruolo del ct. Incassando un secco rifiuto.

Il tutto si compirà però tra 20 giorni e nel frattempo il Milan ha bisogno di far tornare a parlare di sé. Magari non per i disastrosi risultati in campo o per le 13 espulsioni stagionali (record di cui bisognerebbe preoccuparsi parecchio perché sintomatico della disciplina che vige a Milanello da qualche anno a questa parte). Far parlare di sé, sedersi ai tavoli delle grandi trattative, accostarsi a grandi nomi: queste sono strategie basiche per chi come Galliani sguazza in questo mondo da anni. Strategie anche piacevoli se si tratta di passare quache giorno in una bellissima capitale europea, in compagnia di un grande amico come Carlo Ancelotti. I 3 giorni di grande esposizione mediatica a Madrid servono a confondere un po’ le acque, a prendere tempo e a far capire che il Milan può ancora viaggiare. Se non per giocare in Champions (e nemmeno in Europa League), almeno per trattare con grandi club. Insomma tanto fumo. La novità è che quest’anno arriverà anche l’arrosto. Non solo Conte, ma anche almeno 5 colpi di mercato di buon livello. Nulla di stratosferico, ma rinforzi mirati atti soprattutto a rinforzare e a cambiare la natura del centrocampo. Non più nerboruti muscolari, ma gente dai piedi buoni: questo è il progetto del centrocampo rossonero. Gente alla Bonaventura. Il primo sarà il genoano Bertolacci, guarda caso uno dei preferiti di Conte. E poi arriverà un grande attaccante. Uno, ovviamente oltre al rientrante Matri.

A proposito di Matri, cacciato un anno fa come un appestato da Milanello, torna con 2 (o forse 3 titoli in più) e molti chili in meno. Li ha persi (i chili) proprio con quell’”inaccettabile” allenatore che è Allegri. I cui metodi di preparazione venivano giudicati pessimi un anno fa a Milanello e che adesso fanno correre la Juve a mille. Mentre a Milanello si continua a camminare, nella migliore delle ipotesi. “Inaccettabile” per alcuni/e, ma non per chi vuol vincere campionato, Coppa Italia e, non voglio pensarci, Champions League. Queste stagioni juventine caratterizzate dai successi dei nostri scarti, dalla nobile regia di Pirlo e dai gol di quel fenomeno che è Tevez sono la plastica rappresentazione di tutte le nostre scelte sbagliate. Scelte figlie di una società spaccata. Quella società che, tra gli altri, ha perso in un anno l’attuale direttore sportivo del Barcellona finalista e l’attuale direttore marketing del Bayern campione di Germania e semifinalista di Champions. Speriamo che la lezione sia servita a tutti/e. A proposito di lezioni, in questo caso di giornalismo, che fine ha fatto Mr Bee?

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