Dare senso a ciò che non ce l’ha: Milan-Torino, un anno dopo

Trovare un senso alla gara di domani sera pare cosa ardua, ma se proprio vogliamo vedere questo Milan-Torino sotto una luce “speciale”, possiamo vederci antichi veleni e dissapori che aggiungeranno sale ad una partita altrimenti insipida. Potrebbero giocare a viso aperto, non avendo nulla da perdere (il Toro è a 5 punti dal Genoa sesto con due gare dal termine), potrebbe obiettare qualcuno. Vero. Ma le due compagini non si sono rivelate squadre dal gioco ultra-offensivo quest’anno, quindi nulla fa prevedere squadre lunghe e ampi spazi.

Per il Milan una delle motivazioni, oltre alla solita faccia da salvare per una stagione disastrosa, l’incentivo della rivincita dopo l’1-1 dell’andata è cosa da non sottovalutare. L’espulsione di De Sciglio e una gara rinchiusi in difesa e crollati sotto il colpo di Glik solo al minuto 87, potrebbero far sorgere nel diavolo il fuoco dentro che mostrerebbe che il Milan contro il Torino sa anche giocare bene. La gara dell’Olimpico è stata, infatti, una delle peggiori della stagione, perché al di là del rigore siamo stati schiacciati per l’intero arco della gara.

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Altra motivazione potrebbe arrivare dal singolo giocatore: Alessio Cerci. Il ragazzo dovrebbe tornare titolare grazie alle contemporanee assenza di Bonaventura, Menez e Suso. Per lui il ritorno a Torino potrebbe non essere dei più facili: una gara difficile, unita ad un pubblico che non sarà caloroso, creeranno una situazione che per Cerci sarà da gestire con le pinze. Ma a volte anche dalle difficoltà può nascere l’energia necessaria a fornire la prestazione che ci vuole.

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